Pediatria: danni da patologie in…

[caption id="attachment_8…

Cancro: nuova mappa delle protei…

Un gruppo di scienziati h…

Il singolare legame tra narcoles…

L'anello di congiunzione …

Artrite Reumatoide: allo studio …

Un gruppo di ricercatori …

Testosterone: un crollo dei live…

- Gli uomini subito dopo …

Screening? Yes, weekend! Un 8 ma…

In occasione della Festa …

AIDS: scienziati lavorano su un …

Alcuni scienziati austral…

Alzheimer: la vitamina E rallent…

L'uso di vitamina E nei …

Mielina: nuovo studio rileva com…

La scienza ha sinora ipot…

Retinoblastoma: per una diagnosi…

I genitori possono avere …

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Peperoncino contrasta diabete e malattie cardiovascolari


Lo studio è stato pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition.



È una spezia che trova molti estimatori, anche se non a tutti è gradito. Il peperoncino piccante d’altronde è da tempo un elemento integrante della dieta mediterranea e lo si trova in molti cibi e pietanze.
Il suo principio, quello che lo caratterizza, potrebbe avere proprietà utili nella lotta al diabete e alle malattie cardiovascolari, tanto da essere stato paragonato all’aspirina.



Che il peperoncino possa essere utilizzato come farmaco, in sostituzione o in combinazione all’aspirina, nella prevenzione e il trattamento delle malattie cardiovascolari lo suggerisce un nuovo studio condotto da ricercatori indiani dell’Università della Tasmania, School of Human Life Sciences research.
Secondo il dr. Kiran Ahuja e colleghi, l’aspirina tra gli effetti benevoli ha però quello collaterale di causare possibili problemi allo stomaco. Per questo motivo, il team di scienziati sta indagando sull’attività biologica dei due fondamentali e noti principi attivi del peperoncino: la capsaicina e la diidrocapsaicina.
Dai risultati già ottenuti si sono evidenziate le caratteristiche di questi due composti di agire nei confronti della riduzione degli zuccheri nel sangue e dei livelli di insulina. Allo stesso modo, agiscono riducendo i depositi di grasso sulle pareti delle arterie, impedendo la formazione di coaguli di sangue senza però gli effetti indesiderati che possono avere alcuni farmaci tradizionali.

Secondo i ricercatori questa scoperta potrebbe rivelarsi utile in tutti quei casi in cui non si possa ricorrere a trattamenti che hanno controindicazioni in persone sensibili. In più, potrebbe essere impiegato efficacemente in sostituzione o in combinazione dei farmaci per la prevenzione e il trattamento delle malattie cardiovascolari che, ricordano, continuano a essere una delle maggiori cause di morte al mondo.

La Stampa

1 comment

  1. FRANCESCO DE RITIS

    L’HO SPERIMENTATO DAQUALCHE GIORNO, PROVANDO LA GLICEMIA, AL MOMENTO NON HO RISCONTRATO VARIAZIONI POSITIVE SUL DIABETE DUE, MA INSISTERO’ E RIFERIRO’

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Archivi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: