Contro la cecità un test con le staminali da liquido amniotico – tempo previsto due anni

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Boston, 24 ott. – Parlano italiano le nuove speranze contro la cecita’ e la sordita’, speranze che passano attraverso il potere rigenerativo delle cellule staminali. Partira’ entro due anni la sperimentazione sull’uomo dell’utilizzo delle staminali da liquido amniotico per la rigenerazione delle cellule neuroepiteliali retinali e cocleari, ossia per contrastare cecita’ e sordita’, grazie alla partnership di un centro italiano, il Biocell Center, unico al mondo in grado di crioconservare le staminali amniotiche, e la Harvard Medical School. Lo ha annunciato il professor Giuseppe Simoni, direttore scientifico della Biocell Center, gia’ docente di Genetica all’Universita’ di Milano, nel corso dell’inaugurazione del centro Biocell a Boston, primo centro d’America in cui raccogliere e crioconservare le staminali prelevate da liquido amniotico, che esporta negli Usa la tecnica tutta italiana gia’ applicata con successo nel Biocell Center di Bursto Arsizio. “Finora – spiega Simoni – sono stati condotti esperimenti sulle pecore dai risultati incoraggianti per la rigenerazione di diaframma e cartilagini tracheali, ma soprattutto sulle neuroepiteliali retiniche e cocleari. Entro due anni siamo pronti a partire con i trial clinici sull’uomo, studi internazionali che si avvarranno della tecnica italiana di conservazione delle staminali da liquido amniotico”.
Cellule dalle enormi potenzialita’, essendo prelevate a uno stadio iniziale dello sviluppo e quindi “multipotenti”, cioe’ in grado di replicarsi in cellule di diverse parti del corpo umano, dalle ossa ai tessuti fino agli organi interni. In grado quindi, in prospettiva, di “riparare” un corpo umano con cellule con l’identico Dna del paziente, evitando ogni rischio di rigetto e contribuendo anche a contrastare malattie neurodegenerative come Parkinson e Alzheimer. “Per anni e anni – racconta il Professor Simoni – ho visto e studiato da vicino il liquido amniotico. Per ovvie esigenze, occupandomi di diagnosi prenatale ero “costretto” a conservare parte del liquido amniotico utilizzato per le amniocentesi, in caso si presentasse la necessita’ di ripetere l’esame. E quindi diciamo che mi capitava di scongelare i campioni di liquido, per poi ricongelarli di nuovo. Finche’ mi resi conto che dopo tali passaggi le loro caratteristiche non variavano minimamente. Da li’ l’illuminazione: perche’ non conservarli in azoto liquido e, in caso di necessita’ utilizzarli di nuovo?”. Oggi quell’intuizione, dopo aver ottenuto riconoscimenti scientifici nazionali e internazionali e aver trovato applicazione pratica nei laboratori italiani di Biocell Center, puo’ vantare il primato anche in America. “Ed e’ proprio dagli Stati Uniti – sottolinea Simoni – che ci e’ stato chiesto, sia per esigenze di carattere scientifico, che di mercato, di aprire una nostra struttura”. In 3 cc di liquido amniotico ci sono dalle 20mila alle 30mila cellule, particolarmente attive e giovani in grado di riprodursi fino a 250 volte, senza subire alcuna variazione.  Le cellule staminali da cordone ombelicale invece sono gia’ differenziate in cellule ematopoietiche e hanno un basso grado di proliferazione, una due volte al massimo. “Una volta raggiunti i laboratori della Biocell Center Corporation – spiega Renato Colognato, responsabile Ricerca e Sviluppo – il campione di cellule viene trattato, sono eseguiti i controlli di sterilita’ e preparato al congelamento ad una temperatura di -196° in contenitori di azoto liquido, dove rimane conservato per 19 anni. Dopodiche’ il contratto passa nelle mani del figlio/a divenuto a quel punto maggiorenne e libero di decidere se proseguire o meno nella scelta fatta dalla madre a suo tempo”. A sancire l’importanza dell’evento anche il saluto, attraverso un video, del governatore lombardo Roberto Formigoni, a tutta la comunita’ scientifica: “E’ un onore poter presentare a Boston le strategie di un’azienda lombarda che ha deciso di aprire una filiale negli Stati Uniti d’America, sviluppando la propria attivita’ in una delle capitali dell’innovazione. Il Governo lombardo guarda con interesse ai nuovi passi compiuti da Biocell Center che, seppur giovane, sta dimostrando grande spirito imprenditoriale in un ambito ancora da esplorare come quello della conservazione e dell’utilizzo delle cellule da liquido amniotico. Mi auguro che questo centro possa rafforzare la collaborazione tra la comunita’ scientifica italiana e quella statunitense, facendo progredire la ricerca scientifica per il bene di tutti”.

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