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Fecondazione assistita: ultima tecnica raddoppia probabilita’ di riuscita

genoma

genoma: età e cromosomi a confronto

Londra, 19 ott. – Una nuova tecnica di screening embrionale potrebbe portare nuove speranze a migliaia di donne che si sottopongono alla fecondazione assistita. Un team di scienziati inglesi ha messo a punto infatti una tecnica rivoluzionaria, chiamata ibridizzazione genomica comparativa, che permette di estrarre e esaminare le cellule di un embrione di pochi giorni per valutare se sono geneticamente normali, consentendo cosi’ l’impianto solo degli embrioni con piu’ chances nell’utero materno. Un sistema che, secondo i ricercatori, raddoppierebbe le possibilita’ di concepimento.



Per lo scienziato che ha sviluppato la tecnica, il dottor Wells Dagan della Oxford University, i risultati dei primi studi sono “stupefacenti”, e verranno presentati alla conferenza annuale dell’American Society of Reproductive Medicine ad Atlanta. Gli embrioni sono stati impiantati con successo in piu’ di due terzi dei casi e oltre l’80 per cento di questi sono arrivati fino al parto. Finora, oltre 20 bambini sono nati con il programma di screening, che controlla le anomalie cromosomiche. Complessivamente, dopo essersi sottoposte allo screening, il 66% delle donne coinvolte sono rimaste incinte, piu’ del doppio della media della fecondazione assistita in Gran Bretagna, che si ferma al 28%. La ricerca ha coinvolto 115 pazienti del Colorado Centre for Reproductive Medicine negli Stati Uniti, e secondo gli scienziati potrebbe portare enormi vantaggi soprattutto alle donne in eta’ piu’ avanzata, attorno ai 40 anni, che hanno ovviamente piu’ chances di produrre uova con difetti genetici che possono vanificare l’impianto dell’embrione o causare aborti spontanei. Inoltre il nuovo screening elimina virtualmente il rischio di malattie genetiche, come la sindrome di Down.


AGI – Salute

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