Cancro al seno: su prevenzione e…

Ogni anno in Italia si co…

Disfunzione erettile: per l'auto…

[caption id="attachment_7…

Udito: orologio circadiano biolo…

Identificato un orologio …

Diabate: legame ad una variazion…

Uno studio internazionale…

Distrofia Muscolare Duchenne, te…

Lo spin-off ENEA Ylichr…

In arrivo il vaccino esavalente

E' in arrivo l'unico vacc…

La Società Italiana di Neurologi…

Roma, 26 novembre 2014 – …

Nascita Prematura: Fenomeno In A…

Due Tavoli tecnici promos…

Ebola, l'OMS dichiara sottovalut…

Almeno 1069 morti in Afri…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Nanoparticelle guidate da un magnete per il trasporto di staminali sul bersaglio da rigenerare

Nanoparticelle tra eritrociti

Nanoparticelle tra eritrociti

Inviare cellule staminali sui punti del sistema cardiovascolare danneggiati da ferite e malattie, per poterli ricostruire. E’ il nuovo metodo nanotecnologico elaborato dagli scienziati dell’University College of London, progettato per aumentare le capacita’ delle cellule di ricostruire il tessuto danneggiato. “Il sistema usa dei microscopici agenti clinici contenenti ferro, che trasportano delle cellule staminali progenitrici dell’endotelio”, ha spiegato Mark Lythgoe dell’UCL Centre for Advanced Biomedical Imaging, a capo dello studio pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology: Cardiovascular Interventions.
“Queste nanoparticelle, in seguito, sono guidate sul punto esatto da guarire grazie a un magnete, posizionato fuori dal corpo. Una volta sul posto, le cellule staminali si attivano e cominciano a ricostruire il tessuto danneggiato”. I ricercatori, che hanno applicato la loro tecnica con successo su dei topi di laboratorio, ritengono che essa “aumenti di 5 volte le capacita’ curative localizzate nei danni vascolari”. Anche se i campi magnetici sono stati usati in precedenza per terapie cellulari, questa e’ la prima volta che i tessuti danneggiato sono stati bersagliati in maniera che sia clinicamente applicabile. “Siccome utilizziamo materiali gia’ approvati dalla Food & Drug Administration, prevedo che questa tecnologia possa essere applicata a trial clinici in soli 3-5 anni”, ha detto Lythgoe. “E il metodo di guida magnetica non e’ solo applicabile alle cellule danneggiate, ma anche a molte altre terapie mirate che utilizzano virus e anticorpi”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Archivi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: