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Psoriasi: attenzione alle unghie. Possono essere una spia di allarme

Psoriasi: se ne parla molto spesso ma mai abbastanza. Sono infatti molteplici le forme sotto cui si presenta questa malattia, geneticamente predisposta, che può essere scatenata anche da alcuni fattori di tipo ambientale e psico-emotivi, per esempio lo stress, l’impiego di alcuni farmaci (es: il litio), infezioni ed abuso di alcool e nicotina. Il coinvolgimento ungueale nella malattia psoriasica è frequente e, riconosciuto per tempo, aumenta l’efficacia della terapia.


La psoriasi è una malattia importante a causa dei risvolti che possono inficiare la vita quotidiana di un individuo essendo in grado di interessare la cute, le articolazioni e le unghie. Spesso tali lesioni coesistono nelle tre sedi. Dal 6 al 42% dei pazienti con psoriasi (10-30% secondo alcuni autori) presentano anche un interessamento articolare. Nel 75% dei casi di artrite psoriasica il coinvolgimento articolare è successivo alle lesioni cutanee e, più frequentemente, interessa le articolazioni periferiche. Il 20% dei pazienti con artrite psoriasica, sviluppa una artrite deformante con severo impatto sulla qualità della vita.

Studi statistici riportano percentuali che giungono fino al 50% nei pazienti con psoriasi e fino all’ 80% nei pazienti con psoriasi artropatica. Piccole depressioni cupoliformi, ispessimenti e alterazioni del colore della lamina accompagnano spesso lesioni cutanee psoriasiche e talora rappresentano un utile indizio diagnostico nel caso in cui le lesioni cutanee non siano univoche, inoltre spesso tali lesioni si accompagnano a dolore (51,8% dei casi) e a limitazioni delle attività quotidiane (nel 58,9% dei casi).

Ieri, nel corso di un incontro svoltosi a Roma dedicato all’importanza di una diagnosi corretta e precoce della malattia, con particolare attenzione alle unghie che possono essere una spia di allarme, è stata fatta la presentazione dei dati di un’indagine Eursiko sui pazienti psoriasici. Tale indagine ha messo in evidenza i risultati ottenuti con una terapia biologica del tutto innovativa entrata due anni fa a far parte dell’armamentario terapeutico dei dermatologi per la cura della psoriasi a placche: l’anticorpo monoclonale ed immunosoppressore infliximab (antiTNF alfa).

L’indagine ha preso in esame anche la percezione dei pazienti e dei dermatologi in relazione a questa terapia: il 62% dei pazienti ha valutato molto positivamente l’efficacia del farmaco, riscontrando un significativo miglioramento della qualità di vita, anche grazie a una riduzione del dolore a livello articolare. Una valutazione positiva confermata dal 62% dei dermatologi per le forme con coinvolgimento ungueale e dal 77% per quelle articolari.

“Oggi possiamo dire che la promessa non solo è stata mantenuta, ma che i risultati sono andati addirittura al di là delle aspettative. In particolare, si è visto che l’inizio precoce della terapia con infliximab assicura un controllo dell’infiammazione più efficace, e aumenta le possibilità di prevenire pesanti peggioramenti del quadro clinico – ha affermato il prof. Sergio Chimenti, Direttore della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata – inoltre, Infliximab ha il vantaggio di essere somministrato per infusione, evitando così un’applicazione topica sull’unghia che, nei pazienti affetti da psoriasi con coinvolgimento ungueale, è particolarmente dolorosa. Va ricordato che un paziente psoriasico su due presenta coinvolgimento ungueale, quattro su cinque nei casi di psoriasi artropatica.

La non corretta interpretazione della malattia dipende principalmente dal fatto che l’artrite psoriasica può “mimare” quadri clinici analoghi; a volte ci può essere anche un problema di formazione dei dermatologi, che si traduce nella mancanza di strumenti clinico-diagnostici adeguati per una corretta diagnosi – ha sottolineato Cimenti – L’unghia è un segnale di anticipazione che, riconosciuto per tempo, aumenta l’efficacia della terapia: dati preliminari di uno studio che stiamo conducendo a Tor Vergata ci dicono che addirittura il 60% dei pazienti con psoriasi ungueale presentano, da esame ecografico, l’artrite, anche se non manifesta.

Purtroppo, quasi nessun medico controlla le unghie, ed è un danno, perché anticipare la diagnosi significherebbe non solo migliorare il quadro clinico del paziente, ma anche aumentare il potere curativo del dermatologo. Proprio sulle unghie, infatti, si possono manifestare i primi segnali anticipatori di alcune forme della malattia; segnali molto spesso ancora sottovalutati o addirittura ignorati – non solo da parte dei dermatologi, ma anche dei medici di medicina generale – ma che invece potrebbero favorire una diagnosi precoce con effetti terapeutici ancora migliori.”

Il problema della frequente diagnosi ritardata della psoriasi e della psoriasi artropatica trova conferma nei dati secondo i quali i pazienti, mediamente, giungono tardissimo ai centri Psocare istituiti nel 2005 come centri di riferimento per la cura della malattia, oggi 154 in tutta Italia, in grado di offrire un approccio diagnostico e terapeutico efficace anche grazie alla disponibilità di farmaci in grado di controllare la patologia e di porsi obiettivi terapeutici più ambiziosi rispetto al passato.

Dati, questi, che hanno indotto Mara Maccarone, Presidente dell’Associazione italiana per la Difesa degli Psoriasici (ADIPSO), ad affermare: “Ritengo fondamentale che, come raccomandato dal Viceministro della Salute Ferruccio Fazio, si faccia formazione anche sul medico di medicina generale in relazione alla malattia e alle sue manifestazioni. Tutto questo per contrastare una patologia altamente invalidante, con un pesante impatto sulla qualità di vita”.

“In Italia, secondo recenti dati, si registra una prevalenza media del 2,9%, circa 2 milioni di pazienti psoriasici, in linea con la media della popolazione dei Paesi occidentali. – ha messo in evidenza Patrizio Mulas Direttore dell’U.O. Dermatologia – Ospedale A. Businco di Cagliari e Presidente dell’Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani (ADOI) – La distribuzione regionale non è omogenea, le regioni italiane più colpite dalla malattia sono quelle del centro Italia (Lazio, Abruzzo, Molise) con prevalenza del 4,5%. Nelle regioni limitrofe la percentuale è del 3,5%, mentre nel nord Italia si riduce sensibilmente, sino al 2,3%. Le lesioni cutanee rappresentano le manifestazioni più evidenti: in particolare, il cuoio capelluto (inclusa la zona retroauricolare), la superficie estensoria di gomito e ginocchio e la regione lombo-sacrale sono le zone più frequentemente colpite, ed è probabilmente per questa ragione che la psoriasi è stata a lungo considerata una malattia “della pelle”, ed a volte sottovalutata.”

2 comments

  1. luisella

    Soffro di psoriasi ormai da anni,diciamo che è migliorata però è sempre in agguato perchè scompare e poi si ripresenta in forma lieve. Adesso ne ho 1 po’ sulla cute in fronte, e nelle unghie. Cosa posso usare ?

  2. Antonio

    Buonasera a tutti! Sono affetto da artrite psoriasica. ..mi sapreste dire se c e un nesso tra artrite psoriasica e gammapatia monoclonale igc lambda catene leggere? Grazie

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