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Alzheimer: la proteina che blocca formazione placche amiloidi

Una nuova proteina sviluppata dai ricercatori della Swedish University of Agricultural Sciences ha dato risultati promettenti nel trattamento della malattia di Alzheimer.

La proteina, costruita grazie a delle tecniche di bioingegneria, si e’ dimostrata efficace contro la sempre piu’ diffusa malattia neurodegenerativa. “Attualmente non esistono cure per l’Alzheimer. Chi ne e’ affetto puo’ solo peggiorare, incidendo grandemente sulle risorse della sanita’ pubblica” ha detto il professor Torleif Hard in un comunicato della Swedish University.



“Cio’ e dovuto all’azione delle placche amiloidi che si accumulano nel cervello. Queste placche si originano dall’unione di piccole sequenze di proteina AB”. I ricercatori hanno allora avuto l’idea di aggiungere nel sangue una proteina capace di legare le AB nel sistema circolatorio. “In questo modo le AB diventano innocue, e la malattia puo’ essere prevenuta” ha detto Hard. “La nuova proteina che abbiamo sviluppato, di nome Affibody, e’ capace di racchiudere completamente le AB, impedendo che queste si aggreghino in composti dannosi. Questo approccio non e’ mai stato concepito prima d’ora, e i risultati preliminari ottenuti da esperimenti condotti su delle mosche indicano che Affibody funziona. Potrebbe aprire la strada a nuove terapie e a nuovi campi di ricerca contro l’Alzheimer”. Ora i ricercatori del team di Hard stanno lavorando a determinare la struttura tridimensionale delle proteine intermedie tra le AB e le placche amiloidi

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