POPS

Tecnica italiana laparoscopica per il prolasso utero-genitale

POPS 233x300 Tecnica italiana laparoscopica per il prolasso utero genitale

Roma, 15 feb – Interessa 5 milioni di donne solo in Italia, ma spesso non viene diagnosticato in tutte le sue forme. Al prolasso utero-genitale puo’ infatti associarsi la discesa del retto, curabile con una nuova tecnica chirurgica unica per evitare recidive, ma anche stipsi, incontinenza e contraccolpi sulla sfera sessuale.

La nuova procedura, si chiama POPS, Pelvic Organ Prolapse Suspension, e’ stata messa a punto da Antonio Longo, direttore del Centro del Pavimento Pelvico dell’Ospedale St. Elizabeth di Vienna. La POPS prevede l’inserimento di una benda di sospensione a livello sottoperitoneale con un approccio laparoscopico (tre piccoli fori di accesso di meno di un centimetro ciascuno). ”In pratica questa benda viene ancorata alla vagina e fissata ai muscoli laterali dell’addome – spiega Longo -. In questo modo l’utero viene quasi sempre conservato e riposizionato in alto, nella sua sede anatomica, cosi’ puo’ continuare a svolgere la funzione fisiologica di barriera tra retto e vescica, evitando l’espansione della stessa vescica e la compressione del retto che danno luogo all’incontinenza urinaria ed a gravi forme di stipsi.

Al tempo stesso la conservazione dell’utero evita tutti i disturbi psicologici della sfera sessuale che si verificano in caso di asportazione dell’organo. ”In questo modo con un unico intervento – continua lo specialista – e’ possibile risolvere contemporaneamente gli scivolamenti verso il basso di tutti gli organi del bacino”. Il parto, i disturbi alimentari come anoressia e bulimia, ma anche la tosse cronica giocano un ruolo chiave. Le terapie attuali si concentrano sul prolasso uterino, ben visibile, e spesso – una volta su tre – il disturo ricompare luogo a recidive, e che trascuravano le altre due patologie associate, che procurano incontinenza e stipsi.

La durata della POPS e’ di 40-45 minuti, la degenza di 2-3 giorni e la convalescenza praticamente nulla. I risultati su una casistica operatoria di 400 casi eseguiti dal 2000 al 2009, con un controllo a distanza fino a 8 anni, hanno fatto registrare recidive in media del 2%, con successi nel 98% dei casi, a fronte del 66% delle procedure tradizionali (recidive al 33%).

Per informazioni sui centri pubblici in cui si esegue l’intervento si puo’ telefonare al numero verde 800.77.66.62

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