Salvo Franchina

Angiopatia da prioni nei topi

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Una nuova forma di malattia da è stata osservata nei topi da un gruppo di ricercatori dei National Institutes of Health-National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIH-NIAID) statunitensi guidati da Bruce Chesebro. Invece di determinare le famigerate forme , essa causa un’ che danneggia le del , e risulta così molto simile agli effetti riscontrati in due nuovi casi di (GSS).

Com’è noto, i sono agenti infettivi costituiti da una forma aberrante di naturalmente presenti nell’ in grado di determinare l’insorgenza di gravi patologie, che assumono forme differenti nelle diverse specie: lo scrapie negli ovini, l’ spongiforme bovina () nei bovini e la malattia di Creutzfeldt-Jakob (CJD) nell’essere .


Le normali utilizzano una specifica proteina, il glicofosfoinositolo (GPI) per ancorarsi alla membrana alle ospiti nel e in altri organi. Nel loro studio, gli scienziati del NIAID hanno rimosso la GPI impedendo alle di legarsi alle e permettendo loro di diffondersi liberamente nel fluido .

Gli stessi topi sono poi stati esposti allo scrapie e osservati per 500 giorni per verificare l’eventuale insorgenza della patologia. I ricercatori hanno così potuto documentare i sintomi tipici della patologia da tra cui perdita di peso, difficoltà nella locomozione e inattività.

Secondo quanto reso noto in un articolo di resoconto pubblicato sulla rivista online ad accesso libero PLoS Pathogens, una volta analizzati i tessuti neuronali, sono però risultati assenti i fori che producono il tipico aspetto spongiforme delle patologie da . Per contro, sono stati riscontrati grandi accumuli di di al di fuori dei vasi sanguigni, tipici dell’ . Inoltre, appariva bloccato anche il normale deflusso di fluidi dal .

Il nuovo modello murino della patologia e i due nuovi casi umani di GSS, come sottolineato da Chesebro, sono i primi esempi di patologie prioniche in cui il danno associato alle si manifesta senza danni di tipo spongiforme al : questa circostanza apre perciò nuove prospettive di ricerca su queste particolari malattie e potenzialmente anche di cura.



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