Salvo Franchina

Proteine di trasporto: novita’ emerse da uno studio finanziato dall’UE

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transport 300x270 Proteine di trasporto: novita emerse da uno studio finanziato dallUE

Un team di ricercatori finanziati dall’Unione europea è riuscito per la prima volta al mondo a scoprire la struttura di una di nei suoi tre principali stati strutturali. Le di sono responsabili del passaggio delle sostanze verso l’interno e l’esterno delle , e le nuove scoperte, pubblicate sulla rivista Science, potrebbero condurre a nuovi farmaci per una serie di malattie e disturbi.

L’UE ha supportato il lavoro tramite il progetto E-MEP (“European membrane protein”), finanziato nell’ambito della tematica “Scienze della vita, genomica e biotecnologie per la salute” del Sesto programma quadro (6° PQ) e il progetto (“European drug initiative on channels and transporters”), finanziato attraverso il tema “Salute” del Settimo programma quadro (7° PQ).

Le di spostano le molecole attraverso le membrane cellulari passando da tre stati diversi. Il primo stato è caratterizzato da una cavità rivolta verso l’esterno, nella quale si introduce un composto attaccandosi a un sito di legame. La passa poi a un secondo stato “occluso”, in cui il contenuto è bloccato all’interno della . Infine, il trasportatore subisce un altro cambiamento di forma, aprendo una cavità all’interno della cellula. Il sistema funziona come un cancelletto, ovvero la cavità è aperta da una parte o dall’altra, ma non si crea mai un canale diretto attraverso la .


Nel nostro ci sono migliaia di di e studiarle è estremamente impegnativo. Dal momento che esse si degradano nell’acqua, risulta molto difficile purificarle e cristallizzarle, e anche se si producono cristalli di alta qualità, definire la loro struttura richiede molti mesi di lavoro. Finora nessuno è riuscito a chiarire tutti e tre gli stati strutturali di una singola , così le idee su come funziona il sistema nel suo insieme si sono basate su risultati riguardanti diverse.

“Modelli precedenti ci hanno permesso di capire il meccanismo in questione, ma non si sarebbe riusciti ad applicarlo efficacemente nello sviluppo di farmaci”, ha commentato il professor Peter Henderson dell’Università di Leeds nel Regno Unito. “L’obiettivo dei ricercatori in questo settore è sempre stato quello di osservare l’intero meccanismo in una singola “.

Questo studio – che ha coinvolto scienziati in Giappone e nel Regno Unito – si è concentrato sulla (Microbacterium hydantoin permease 1), la responsabile del di molecole chiamate all’interno delle , dove vengono convertite in , i mattoni delle . Gli errori nelle e nelle relative di sono stati collegati a una serie di malattie tra cui i disturbi neurologiche e renali e il .

Nel 2008 il team ha pubblicato sulla rivista Science i dati relativi alle strutture della rivolte verso l’esterno e quelle occluse. Quest’ultimo documento chiarisce la struttura rivolta all’interno della . I risultati forniscono informazioni su come la passa attraverso i tre stati.

“Questa terza struttura va a completare il quadro, e ora siamo in grado di capire il meccanismo di “accesso alternato” nel dettaglio”, ha spiegato il dottor Alexander Cameron della Divisione di bioscienze molecolari dell’Imperial College di Londra, nel Regno Unito. “A nostra sorpresa abbiamo scoperto che le strutture sono simili in molte di – che in passato pensavamo fossero molto diverse – riteniamo quindi che il nostro modello possa aiutare i nostri colleghi in tutto il mondo ad ottenere rapidi progressi nelle loro ricerche”.

La speranza è che la comprensione dei meccanismi delle di aiuterà i ricercatori ad usarle per introdurre i farmaci nelle .

Gli scienziati del progetto stanno già attingendo alle rivelazioni riguardanti il meccanismo della . “Abbiamo trovato circa 20 composti che corrispondono al sito di legame della , e di questi 3 si sono rivelati leganti. Penso che stiamo entrando in un periodo di scoperte straordinarie”, ha affermato il professor Henderson, che è anche il coordinatore del progetto .

Nel frattempo, i ricercatori hanno deciso di studiare con precisione ciò che spinge la a passare da uno stato all’altro.

“Ci è voluto molto tempo per arrivare a questo punto – più di 10 anni – ma la ricerca scientifica difficile richiede tempo. È a questo punto che la ricerca esplorativa si trasforma in applicazioni utili”, ha detto il professor Henderson. “E stata la cosa migliore a cui ho partecipato nella mia carriera accademica”.

Per maggiori informazioni, visitare:

Science:
http://www.sciencemag.org

University of Leeds:
http://www.leeds.ac.uk

Progetto :
http://www.edict-project.eu/

Progetto E-MEP:
http://www.e-mep.org/index.html
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