Salvo Franchina

Cinque volti della nevralgia si scoprono con la campagna Dolore Misterioso

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A settembre parte la campagna : le brochure negli ambulatori dei medici di medicina generale aiutano il paziente a riconoscere la nevralgia grazie a semplici descrizioni dei sintomi e ad una grafica d’impatto. Anche un sul sito internet www.doloremisterioso.it avverte se è il caso di rivolgersi al medico. La campagna, promossa da in collaborazione con Cittadinanzattiva, la Società Italiana di Medicina Generale – SIMG e la Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale – , l’AISD-Associazione Italiana per lo Studio del , mira a favorire la diagnosi precoce del neuropatico che colpisce circa il 5% degli italiani. Alla della nuova legge 38 ‘Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del ’ approvata il 15 Marzo 2010, anche il neuropatico, come gli altri dolori cronici, verrà curato dal medico di medicina generale con il supporto di Centri di terapia del dislocati sul territorio.Firenze, 2 luglio 2010 – ‘Sento un formicolio, pungere, un che brucia, una scossa, una fitta, ’. Spesso i pazienti descrivono così quella che poi si scoprirà essere una nevralgia, o neuropatico, che, anche nel nostro Paese, colpisce almeno il 5% della popolazione.

Una nuova campagna di informazione, che prenderà il via a settembre, utilizza proprio questi termini per spiegare ai pazienti la natura del e la necessità di parlarne al proprio medico. E’ la campagna , presentata oggi in occasione del convegno Impact 2010, dedicato alla gestione del cronico in Italia, in corso a Palazzo Corsini. Promossa da , in collaborazione con Cittadinanzattiva, le organizzazioni di medicina generale SIMG e e l’AISD-Associazione Italiana per lo Studio del , la campagna prevede la distribuzione di brochure e poster negli ambulatori dei medici di base e sul sito internet www.doloremisterioso.it, che è già attivo.

“Uno dei problemi più sentiti dai cittadini e dai medici – spiega Alessio Terzi, Presidente Cittadinanzattiva – è quello di comunicare efficacemente il , è per questo che abbiamo aderito al progetto . La novità di questa campagna riguarda il linguaggio utilizzato per aiutare i pazienti a descrivere il proprio e ritrovare così un canale di comunicazione con il medico al fine di favorire una corretta e tempestiva diagnosi del neuropatico.”

Sono cinque le tipologie di descritte nei materiali: , , , e . A ogni categoria si associa una descrizione del sintomo e una raffigurazione d’impatto in grado di evocare immediatamente la sensazione descritta: la parola “” è avvolta dalle fiamme, una striscia di formiche crea la parola “”, punte d’acciaio acuminate formano la parola “”, il ” è raffigurato da lampi e quello “” da ghiaccio. Ciascuno dei materiali verrà poi declinato per pazienti con cronico, con diabete e lombosciatalgia, grazie alla creazione di brochure ad hoc, che danno concrete indicazioni per affrontare la malattia, spiegando come tenere sotto controllo il e come parlarne al proprio medico per trovare il trattamento più adeguato. Sul sito è inoltre disponibile un semplice che permette di identificare le caratteristiche del proprio , riassunte poi in una scheda da stampare e portare al proprio medico.


“Con questa campagna – spiega Marina Panfilo, Direttore Affari Istituzionali Italia – vogliamo fornire al paziente e al medico un nuovo strumento di dialogo per riconoscere, affrontare e controllare il cronico neuropatico. Alla della nuova legge 38 ‘Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del ’ del 15 Marzo 2010 il medico di medicina generale avrà infatti un ruolo sempre più centrale nella gestione del cronico.”

“La legge n. 38 – afferma il professor Guido Fanelli, Coordinatore Commissione Terapia del e Cure Palliative, Ministero della Salute – rappresenta una rivoluzione nella concezione e nella gestione del in Italia. Riconosce infatti che il , da solo, può costituire una malattia e disciplina il diritto a non soffrire con importanti novità assistenziali che coinvolgono sia il personale sanitario che i pazienti. Tra esse, l’obbligo per medici e infermieri di monitorare il dei pazienti, a prescindere dalla patologia per la quale vengono ricoverati, allo stesso modo con cui si misura, ad esempio, la sanguigna.”

“Il progetto sperimentale in via di attuazione in 4 Regioni – spiega la dottoressa Donatella Alesso, Responsabile Divisione Formazione Federazione Italiana Medici di Medicina Generale – Metis – prevede una rete assistenziale per cure palliative e terapia del che riorganizzi e metta a sistema le risorse esistenti, con un modello integrato nel territorio in cui l’assistenza viene erogata da tre nodi complementari: le Aggregazioni Territoriali di Medici di Medicina Generale (), l’ambulatorio di terapia antalgica (spoke) e i centri di riferimento di terapia del (hub). Questo paradigma in realtà dovrebbe essere alla base della vera emergenza sanitaria del nostro secolo, la malattia cronica. La letteratura indica infatti l’esigenza di disporre di una assistenza di base che offra continuità delle cure, flessibilità, integrazione e facilità di accesso.”

“La nuova normativa prospetta un ruolo importante del medico di medicina generale nella diagnosi e trattamento del cronico – commenta Pierangelo Lora Aprile, Responsabile Nazionale Area Cure Palliative e Terapia del della Società Italiana di Medicina Generale – SIMG. Al fine di fornire ai medici gli strumenti clinici per sostenere l’impegno richiesto, la SIMG ha collaborato con la Commissione ministeriale, coordinata dal professor Guido Fanelli, che ha definito il Percorso Diagnostico Terapeutico per la gestione dei pazienti con . Si tratta di un testo, pubblicato dal Ministero che contiene le indicazioni cliniche, diagnostiche e terapeutiche per la gestione del cronico. Il volume è stato distribuito a 7.000 medici di medicina generale e utilizzato come manuale per un corso al quale hanno partecipato 160 medici di base. I risultati del corso sono stati positivi a riprova che questo approccio formativo di taglio pratico consente non solo di far acquisire “conoscenze”, ma anche abilità pratiche nel campo della semeiotica, utilizzando semplicissimi strumenti disponibili in ogni ambulatorio, della relazione medico-paziente, della registrazione dei dati per una valutazione puntuale della qualità del proprio intervento”.

“Da diversi anni – spiega Terzi, Cittadinanzattiva – siamo impegnati in prima linea sul tema del inutile e della terapia del , sia attraverso il nostro Tribunale per i diritti del malato, che attraverso il – Coordinamento Nazionale Associazioni Malati Cronici. Siamo convinti che una alleanza tra pazienti e professionisti possa essere l’unico modo per dare davvero una svolta a questo tipo di terapie nel nostro Paese, ancora in coda, ad esempio, per uso di oppiacei. Il nostro impegno sul tema è affermato anche nel testo della Carta Europea dei diritti del malato, da noi sancita nel 2002, e sostenuta anche dal Parlamento Europeo” – conclude Terzi.



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