Salvo Franchina

Distrofia di Duchenne: ridotto danno muscolare nei topi

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duchenne distrofia 300x196 Distrofia di Duchenne: ridotto danno muscolare nei topi

La somministrazione di ha dimostrato di poter incrementare la resistenza strutturale del e di rallentarne la in condizioni di stress.


Topi di laboratorio affetti da una forma di molto simile a quella umana trovano beneficio da una nuova terapia basata su una prodotta fisiologicamente dal nostro : è quanto reso noto in un articolo pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences da Justin Fallon, professore di neuroscienze presso la Brown University.


La di è una patologia di origine che colpisce un nuovo nato su circa 3500 ed è causata dalla mancanza di una denominata distrofina, cruciale per dare sostegno strutturale ai muscoli.

Lo scorso autunno la società startup Tivorsan Pharmaceuticals ha cominciato a produrre su licenza della Brown una che si trova nella matrice extracellulare, il , con la speranza di aprire una breccia nella difficile ricerca sui trattamenti farmacologici della .

Il ha dimostrato di poter indurre un recupero della resistenza strutturale del agendo su un’altra chiamata utrofina, normalmente prodotta dall’ dei molto piccoli.

In quest’ultimo esperimento il gruppo di Fallon ha dimostrato come il somministrato per via endovenosa nei topi riesca a portare l’utrofina alla membrane cellulari delle nei feti e nei cuccioli appena nati, consentendo un recupero della forza .

In particolare, a livello tissutale è stata riscontrata una riduzione del 50 per cento dei nuclei localizzati centralmente, nel nei topi trattati rispetto quelli non trattati. Secondo le attuali conoscenze, la presenza di tali nuclei è indicativa di un recente danno tissutale seguito da una cicatrizzazione: per questo, una riduzione suggerisce un minor danno a carico del .

Il ulteriori standardizzati, i muscoli di topo sono stati sottoposti sia a una trazione sia a uno stimolo di contrazione, una procedura che porta infine all’indebolimento anche dei muscoli sani. In questo caso i muscoli di topi distrofici ma trattati con perdono forza a un ritmo rallentato del 30 per cento.

Il risultato positivo della sperimentazione animale dovrà ora essere confermato in ulteriori studi sull’essere , come sottolineato dallo stesso Fallon.



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