Salvo Franchina

La “sesta base” del DNA e le specifiche mansioni sulle staminali e sulle cellule del cervello

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Quella che è stata battezzata “sesta base” del , una modificazione della , sembra disporre di funzioni specifiche nelle e nel .

citosina 300x213 La sesta base del DNA e le specifiche mansioni sulle staminali e sulle cellule del cervello

Nel 2009, l’alfabeto del si era ampliato, grazie alla scoperta che in alcune si presenta con elevata frequenza un “sesto nucleotide”, la 5-idrossimetilcitosina o . Ora, grazie a uno studio condotto da ricercatori della Emory University School of Medicine, dell’Università di Chicago e dell’Università del Wisconsin a Madison, questo soprannome – considerato da molti alquanto enfatico, dato che al pari della metilcitosina (la “quinta base”) non è altro che una modificazione della classica – appare decisamente molto meno immeritato.

 

“I nostri dati ci dicono che non è semplicemente uno stato intermedio”, osserva Peng Jin, che ha diretto la ricerca e firma con i collaboratori un articolo su Nature Neuroscience. “Sembra che disponga di funzioni specifiche nelle e nel . può riattivare un dopo che è stato silenziato.”

La 5- hmC è una modificazione epigenetica della , una delle quattro basi o “lettere” che compongono il . Le modificazioni epigenetiche sono cambiamenti che influiscono sul modo in cui vengono attivati o meno i , ma non fanno parte della sequenza di sottostante. La somiglia a un’altra base modificata del , la metilcitosina (5-mC), che gli scienziati hanno studiato per decenni senza riuscire a comprendere la differenza tra le due forme.


 

In particolare la sembra essere molto più presente nei attivi, e in particolare in quelli attivi nel e nelle . La 5-mC invece è più frequente in “spenti” o nelle parti ripetitive non codificanti del genoma.

 

I ricercatori hanno anche scoperto una relativa carenza di sui , sia nei maschi che nelle femmine, un risultato che, dice Jin, è sorprendente dato che per quanto se ne sapeva, il cromosoma X è soggetto a una gestione “particolare” solo nelle femmine: i maschi hanno un solo cromosoma X e le femmine due, uno dei quali viene inattivato.

 

Jin e collaboratori hanno ora iniziato a mappare i cambiamenti nella distribuzione della nei disturbi neurologici, tra cui la sindrome di Rett e l’autismo.



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