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Calvizie: a Roma focus di dermatologi e chirurghi plastici

E’ Roma la sede scelta per il XIV Congresso Internazionale ISHR (Societa’ italiana per la cura e chirurgia della calvizie), evento scientifico biennale, in programma dal 24 al 27 maggio, importante occasione di confronto che vedra’ coinvolti, tra dermatologi e chirurghi plastici, i piu’ grandi studiosi italiani e stranieri, nell’ambito della chirurgia e della cura della calvizie.

Da un’analisi effettuata dall’Unione Europea, emerge che in Europa vivono oltre trenta milioni di calvi, sessantamila dei quali si sottopongono ogni anno al trapianto di capelli.

Il problema della calvizie, che e’ in continuo aumento, colpisce piu’ di 11 milioni di italiani, tra i quali figurano molti soggetti giovani (il 15% dei ragazzi presenta gia’ segni di diradamento in eta’ adolescenziale) e molte donne, che costituiscono circa il 30% del totale (35% in eta’ fertile e 50% in menopausa).

Studi recenti hanno dimostrato che alla predisposizione genetica si associano diverse concause, quali una dieta inadeguata, stress, alterazioni ormonali, infezioni, farmaci ed uno scorretto stile di vita.

Al momento le tecniche chirurgiche piu’ utilizzate sono rappresentate dalla F.U.T. (asportazione dei bulbi in blocco e separazione degli stessi al microscopio) e F.U.E.

L’autotrapianto F.U.T. (Follicular Unit Transplantation) consiste nel prelievo di una striscia di cuoio capelluto asportata dalla regione occipitale, che e’ l’area donatrice ideale poiche’ non e’ soggetta alle influenze ormonali che favoriscono la caduta dei capelli. La striscia di cuoio capelluto appena prelevata viene ”lavorata” da personale altamente specializzato, che mediante l’ausilio di microscopi ottici, provvede alla suddivisione dell’area in migliaia di unita’ follicolari da 1, 2, 3 o 4 bulbi. Gli innesti cosi’ ottenuti vengono quindi contati ed allineati a seconda della loro grandezza e trapiantati nell’area ricevente.

La tecnica F.U.E. (Follicular Unit Extraction) invece e’ un metodo considerato minimamente invasivo per il rinfoltimento dei capelli, perche’ non prevede l’utilizzo di losanghe di cuoio capelluto prelevate dalla regione nucale. Di contro per praticarla e’ necessario tagliare i capelli sino alla radice.

Le tecniche possono essere utilizzate anche in combinazione, al fine di aumentare la capacita’ della zona donatrice ed estrarre piu’ innesti.

”Oggi, la chirurgia della calvizie riesce ad ottenere risultati sorprendenti dal punto di vista della naturalezza, impensabile fino a qualche anno fa. Tuttavia la chirurgia ha i suoi limiti, in quanto lo specialista ridistribuisce il patrimonio di capelli residuo del paziente, prelevato dall’area donatrice, che talvolta non e’ sufficiente a coprire la zona da trattare nella sua totalita”’, afferma il professor Marco Toscani docente presso l’Universita’ La Sapienza di Roma e Presidente del Congresso, ”con il sistema misto, chirurgia e infoltimento naturale, e’ possibile integrare i vantaggi dell’uno e dell’altro metodo”.

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