Salvo Franchina

Epilessia: quando la risposta ai farmaci è positiva, niente più attacchi

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Il modo in cui chi soffre di risponde ai primi trattamenti farmacologici potrebbe segnalare con una certa esattezza la probabilita’ che il paziente continui ad avere in futuro altre crisi, secondo un nuovo studio pubblicato su ‘Neurology’.

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Lo studio e’ opera di alcuni ricercatori dell’Universita’ di Melbourne, in Australia. Gli scienziati hanno coinvolto 1.098 persone con eta’ fra i 9 e i 93 anni a cui era stata diagnosticata di recente l’, e li hanno seguiti per 26 anni dopo la prima somministrazione farmacologica .


A queste persone era somministrato un primo regime di , che veniva sostituito da un secondo regime in caso di manifestarsi di attacchi, e questo era sostituito da un terzo, di fronte a ulteriori crisi. Il primo regime di riusciva a non far comparire crisi nel 50 per cento dei casi, il secondo regime agiva positivamente solo sul 13 per ceto dei casi, e il terzo solo sul 4 per cento. In conclusione, delle 749 persone che erano state liberate dagli attacchi, 678 appartenevano al gruppo che si era fermato al primo ciclo di , segnalando che la probabilita’ di avere un effetto benefico dalla terapia farmacologica e’ alta solo nel caso in cui si abbia una reazione positiva dal primo trattamento .



 Epilessia: quando la risposta ai farmaci è positiva, niente più attacchi
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