Aspirina: i mille volti di un fa…

L’acido acetilsalicilico …

Percorsi di cura oltre la malatt…

Controlli clinici e perco…

Diabete di Tipo 2: la terapia sp…

Ingelheim, Germania e Ind…

Radicali liberi sopprimono l'app…

In uno studio sui circuit…

Stop al divieto di fecondazione …

Il divieto di fecondazion…

HIV: nuove immagini ottenute con…

[caption id="attachment_1…

Xantelasmi, indicatori pericolo …

Gli xantelasmi, ingiallim…

Obesità: dal piccolo verme da la…

Dal Caenorhabditis elegan…

Studi provano efficacia antistam…

[caption id="attachment_2…

Oncologia Integrata e Nutrizione…

VI Congresso ARTOI 7-8 …

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Il Progetto Diabete in Veneto diventa Legge. In Senato i promotori presentano le novità davanti alle Istituzioni

La V Commissione Sanità Regione Veneto sarà in audizione oggi stesso presso la XII Commissione Igiene e Sanità del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul diabete e i NCDs.

Roma, 22 Maggio – La prevalenza del diabete in Veneto è del 3,4%. Per questo motivo la Regione Veneto negli ultimi 10 anni ha portato avanti campagne contro il diabete attraverso i propri organi legislativi e amministrativi. A cominciare dal ‘Progetto Obiettivo’ sul diabete mellito del 2009, piano dell’Assessorato alle Politiche Sanitarie, da considerare pietra miliare del successivo percorso legislativo in tema di Diabete. Da poco è stata approvata la Legge regionale 24/11Norme per la prevenzione e la diagnosi e la cura del diabete mellito nell’età adulta e pediatrica”, ispirata ai concetti innovativi già presenti nel ‘Progetto Obiettivo’. Con questa Legge, approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale nella seduta n. 78 del 20 Ottobre 2011, il Veneto diventa un esempio di eccellenza in Italia nella lotta al diabete.  Questo Decreto è il risultato della fusione di due progetti di legge, uno a firma Pipitone e l’altro dell’ex assessore alla Sanità Sandri, con la collaborazione delle Società Scientifiche di Diabetologia, dei Medici di Medicina Generale, delle Associazioni delle Persone con Diabete, degli Infermieri di Diabetologia e dei Dietisti.

 

Con questa Legge tutti i pazienti avranno omogeneità di cure, dal piccolo ambulatorio di periferia al grande centro nel policlinico, ciascuno sarà curato con gli stessi criteri e protocolli, nella maniera migliore possibile. Finalmente si prevede che ogni ULSS abbia un proprio servizio diabetologico, con un team specialistico già definito, diretto da un medico diabetologo, con l’intento di assistere nel migliore dei modi il malato.” Ha tenuto a precisare il Senatore Antonio Tomassini, Presidente della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato e Presidente dell’Associazione Parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione.

 

Secondo l’OMS il Diabete sarà la quarta causa di morte nel 2030. “Tra il 2000 e il 2009 in Italia i diabetici sono passati dal 3,7% al 4,9%, pari a quasi 3milioni di persone. Un diabetico spende in media 2.600 euro l’anno per curare la sua malattia: di questi oltre il 25% deriva dalle complicanze dovute alla malattia. E’ partito dall’Europarlamento il monito a tutti i membri della Comunità ad intensificare le attività di prevenzione per il diabete”. Ha detto Renato Lauro, Rettore dell’Università di Roma “Tor Vergata” e Presidente Italian Barometer Diabete Observatory.

 

La Legge realizza una rete di servizi per il trattamento complessivo del diabete mellito, definita come “Rete Regionale Assistenziale Diabetologica”, che coinvolge i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, gli specialisti ambulatoriali interni, delle farmacie territoriali, dei centri di assistenza diabetologica per l’adulto, delle strutture specialistiche pediatriche di diabetologia, del Centro regionale di riferimento per la diabetologia pediatrica.

 

Gli obiettivi di queste strategie vanno perseguiti, secondo la Regione Veneto, dagli operatori della Medicina Convenzionata e Ospedaliera con strumenti e programmi comuni, concordati, coordinati e scientificamente aggiornati nel quadro generale di governo della malattia, con lo sviluppo e l’attuazione di strumenti per la gestione integrata della persona a rischio di/o affetta da diabete.

 

“Tutto ciò al fine di permettere la migliore qualità di vita possibile, auspicabilmente pari a quella della persona senza diabete. Obiettivo di tutti gli operatori coinvolti nel progetto è anche quello di riuscire a interessare la comunità intera nel prendersi cura delle persone e delle loro famiglie in modo complesso, intersettoriale e strettamente connesso alla realtà territoriale, senza limitarsi agli aspetti strettamente medici e farmacologici.


Un impegno trasversale che deve coinvolgere la Regione, il SSSR e le altre istituzioni locali, ma anche la scuola, le agenzie culturali ed il mondo del lavoro a testimonianza di un rinnovato impegno sociale e di civiltà di tutto il Paese.”
Ha sottolineatoClodovaldo Ruffato, Presidente Consiglio Regionale del Veneto.

 

Grande attenzione viene posta alle problematiche connesse alla gestione del diabete infantile con l’attivazione di una diversa organizzazione assistenziale per la prevenzione e la cura del diabete, basata su una rete assistenziale costituita da tre livelli tra di loro strettamente collegati: medicina territoriale, strutture pediatriche di diabetologia a valenza di area vasta, centro regionale di riferimento. Interventi specifici riguardano l’individuazione dei soggetti a rischio per la diagnosi precoce della malattia diabetica e le donne in stato di gravidanza affette da diabete mellito.

 

Obiettivo della Legge è quello di rendere operativo un approccio assistenziale alle patologie croniche ad alta prevalenza che sia basato sulla condivisione dei percorsi terapeutici tra i medici di medicina generale e gli specialisti del team diabetologico, non trascurando l’importante e necessaria attività di prevenzione della malattia e prestando particolare attenzione ai pazienti in età pediatrica che verranno seguiti, anche dallo psicologo, soprattutto nel delicato passaggio dalle cure pediatriche a quelle dell’età adulta. Per prevenzione, diagnosi e cura, il nuovo sistema Veneto non si sofferma solo sul diabete dell’adulto, ma interviene in maniera molto importante per il diabete giovanile, introducendo, la grande innovazione dell’accompagnamento al lavoro ed allo studio per i giovani diabetici.Ha spiegato Claudio Sinigaglia, Vice Presidente V Commissione Sanità Regione Veneto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Archivi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: