Salvo Franchina

Fumo: il sistema/vaccino che non fa raggiungere il cervello alla nicotina, dirottandola verso il fegato

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I ricercatori hanno inserito la di un , creato in laboratorio, all’interno di un adeno-associato, istruendolo per raggiungere le del
nicotine2 248x300 Fumo: il sistema/vaccino che non fa raggiungere il cervello alla nicotina, dirottandola verso il fegatoCombattere il vizio del alla base, cioè prima che nasca, rendendo il immune dalla dipendenza da . Questa l’ardua scommessa vinta da un gruppo di ricercatori del Weill Cornell Medical College (a New York), che ha ideato e sperimentato sui topi un vaccino che promette di vincere per sempre la dipendenza dalle amatissime “bionde”.

Il principio al quale gli studiosi americani si sono ispirati è semplice: se si impedisce che la raggiunga il , questa non potrà innescare alcuna reazione né dare il piacere che i fumatori ne ricavano, e quindi non genererà dipendenza.

Realizzare un sistema efficace per raggiungere lo scopo è stato però più complicato. Oggi come oggi esistono già alcuni , definiti “passivi”, che in effetti funzionano, perché contengono anticorpi in grado di intercettare e distruggere la sostanza che fa scattare il vizio. Ma affinché l’effetto duri più di qualche giorno è necessario ripetere l’iniezione ogni poche settimane.


Sviluppare un vaccino tradizionale o “attivo”, inoculando cioè un agente esterno che il riconosce come pericoloso e che dia il via alla di anticorpi, non è infatti possibile, perché la molecola della è troppo piccola per essere riconosciuta dal .

Per questa ragione i ricercatori hanno ideato una terza via, quella del “vaccino genetico”, già utilizzata sui topi per trattare certe malattie agli occhi e certi tipi di tumore. Per farlo hanno inserito la di un per la , creato in laboratorio, all’interno di un adeno-associato, istruendolo per raggiungere gli epatociti, ovvero le del .

Grazie a questo innovativo sistema la dell’ ha raggiunto il degli epatociti, che di conseguenza hanno iniziato a produrre gli anticorpi, che a loro volta hanno avviato il loro lavoro di intercettazione della sostanza entrata nel flusso sanguigno.

Stando ai risultati della ricerca pubblicata su Science Translational Medicine 1, le cavie da laboratorio che hanno ricevuto il vaccino hanno fatto registrare una riduzione dell’85% della sostanza nel sangue, senza effetti collaterali su comportamento, pressione sanguigna o frequenza cardiaca. E il fatto che l’ fosse prodotto direttamente dal ha reso l’effetto duraturo nel tempo.

“Data la sicurezza del vaccino – spiega Ronald G. Crystal, autore dello studio – basta una singola dose del nuovo farmaco per protegge gli animali durante la loro vita contro la dipendenza da . Il medicinale può essere utilizzato anche dalle persone che non hanno mai toccato una sigarette per salvaguardarle dai rischi. Si tratta della stessa procedura già in atto per molti tradizionali, utilizzati da anni per prevenire una serie di malattie infettive”.

Il medicinale è quindi stato progettato per utilizzare il dei topi come una sorta di “fabbrica” in grado si sfornare continuamente anticorpi che divorano la nel momento in cui questa entra a far parte del flusso sanguigno, impedendo così alla sostanza di raggiungere il e il .

“Per quanto possiamo vedere – conclude Crystal – il farmaco che abbiamo messo a punto è lo strumento migliore per intervenire su chi è dipendente dal perché permette all’ di sviluppare “anticorpi pattuglia” simili al videogioco “Pacman”, che puliscono il sangue senza nessun effetto collaterale”.



 Fumo: il sistema/vaccino che non fa raggiungere il cervello alla nicotina, dirottandola verso il fegato
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