Salvo Franchina

SLA: Ricerca congiunta Italia-USA scopre un altro gene implicato

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Nuova luce sulle cause della . Un team di ricercatori italiani e di varie nazionalita’ Nord Americane ed Europee ha scoperto il legame tra la malattia e il codificante per . sla 300x225 SLA: Ricerca congiunta Italia USA scopre un altro gene implicatoLo studio e’ stato condotto dal consorzio guidato dal Prof. John E. Landers del Dipartimento di Neurologia dell’Universita’ del Massachusetts grazie al contributo fondamentale di due Istituti Scientifici di eccellenza milanesi, a riprova di una piu’ che decennale collaborazione. Hanno contribuito in modo determinante alla scoperta l’ IRCCS Istituto Auxologico Italiano – Universita’ degli Studi di Milano, Centro “Dino Ferrari”, e l’apporto decisivo della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico “Carlo Besta”. Lo studio si e’ avvalso del contributo clinico del Prof. Gabriele Siciliano dell’Universita’ di Pisa.


La ricerca e’ stata realizzata grazie al sostegno di – Fondazione Italiana di Ricerca per la – nell’ambito del progetto ExomeFALS. La e’ una malattia neurodegenerativa che colpisce i (le del sistema nervoso che comandano i muscoli), determinando la paralisi progressiva di tutta la . Per questa malattia, nota anche al grande pubblico per avere colpito famosi atleti e calciatori, non esiste, a tutt’oggi, terapia efficace. Utilizzando una tecnologia innovativa chiamata “exome sequencing”, che consente di sequenziare le regioni codificanti dell’ intero genoma, i ricercatori hanno scoperto che il 2-3% di tutti i pazienti affetti da una forma genetica di risultano portatori di nel PFN1 che nelle codifica per la . “ – spiega il Prof. Vincenzo Silani – e’ una fondamentale per il citoscheletro, l’insieme delle strutture che costituiscono l’”impalcatura” delle e che permettono il di organelli all’interno delle medesime. regola il corretto assemblaggio delle molecole di actina nei ed e’ indispensabile quindi per la maturazione e il corretto funzionamento dei . Con le nostre ricerche abbiamo dimostrato come le di PFN1 trovate nei pazienti affetti da alterano il legame con l’actina, riducendo la formazione di ed, da ultimo, impedendo il corretto sviluppo delle fibre nervose (assoni e dendriti) motoneuronali. Gli esperimenti effettuati hanno anche evidenziato come la mutata diventi insolubile formando aggregati che “soffocano” la cellula”.



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