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All’Azienda Ospedaliera Guido Salvini medici e infermieri “prendono le misure” al dolore. Nel milanese ne soffrono in 750.000

Con il progetto formativo “Liberi dal Dolore”, l’Unità Operativa Complessa di Cure Palliative e Medicina del Dolore dell’Azienda Ospedaliera G. Salvini di Garbagnate istruisce medici e infermieri a misurare, monitorare e gestire correttamente la sofferenza dei malati. Distribuiti agli operatori un kit di “dolorimetri” e specifiche schede di valutazione. La rilevazione del dolore adesso avviene nell’86% dei casi e le richieste di consulenzaalgologica provenienti dai vari reparti, nei primi 9 mesi del 2012, sono salite a oltre 260. L’UOC è dotata di 15 posti letto in hospice per malati oncologici; ogni anno assiste a domicilio 600 pazienti, effettua circa 120 interventi presso il reparto di chirurgia antalgica e 5.000 prestazioni di ambulatorio e day hospital.

 

Garbagnate Milanese, 19 ottobre 2012 – Un kit composto da 5 diverse tipologie di “dolorimetro”, ossia scale di misurazione della sensazione dolorosa, apposite schede di rilevazione e valutazione e protocolli d’intervento differenziati in base a specifici ambiti di cura. Questi gli strumenti del progetto formativo Liberi dal Dolore messo a punto presso l’Azienda Ospedaliera “Guido Salvini” di Garbagnate Milanese, per guidare medici e infermieri dei diversi reparti verso un corretto approccio diagnostico-terapeutico al paziente con dolore, oncologico e non. L’iniziativa, che intende promuovere un cambiamento culturale fra gli operatori sanitari, rappresenta un reale contributo all’applicazione di quanto stabilito dalla Legge 38/2010, che ha riconosciuto il dolore quale vera e propria malattia da misurare, diagnosticare e curare.

In Lombardia, rifacendosi alla media nazionale (secondo cui il dolore cronico colpisce il 26% della popolazione italiana), sono circa 2.500.000i pazienti affetti da una sofferenza che perdura nel tempo, compromettendo la qualità di vita; 750.000 nella provincia di Milano. Nei pazienti neoplastici in fase terminale il dolore moderato-severo è presente nell’80% dei casi. La Legge 38 del 2010 ha sancito per tutti i cittadini il diritto a non soffrire e si è proposta di garantire nel nostro Paese un equo accesso a un’assistenza qualificata e un approccio terapeutico più appropriato. Passaggio cruciale per arrivare a un’adeguata terapia antalgica è la misurazione dell’intensità del dolore, riconosciuto dalla Legge come parametro vitale da rilevare e monitorare in cartella clinica, al pari di frequenza cardiaca, temperatura corporea, frequenza respiratoria e pressione arteriosa (art.7). Il progetto formativo attivato presso la struttura ospedaliera di Garbagnate, grazie all’impegno del dottor Michele Sofia, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cure Palliative con Hospice e Medicina del Dolore, risponde proprio a quanto richiesto dalla recente normativa.

 

«‘Liberi dal Dolore’ – spiega il dottor Sofia – nasce dall’esigenza di garantire all’utenza, attraverso un percorso di sensibilizzazione rivolto a tutti gli operatori sanitari, la massima attenzione al problema dolore in tutte le sue manifestazioni fisiche, psicologiche e sociali. Grazie alla sensibilità della Direzione Strategica Aziendale, delle Associazioni di Volontariato (Presenza Amica e Porta Aperta) e anche al lavoro del Comitato Ospedale Senza Dolore (COSD), è stato possibile costruire un iter formativo rivolto a tutti, medici e infermieri. Al termine del corso è stato consegnato loro un Kit per la misurazione del dolore, composto da 5 diversi ‘dolorimetri’, che permettono la valutazione anche nei bambini più piccoli o in anziani con difficoltà a esprimere verbalmente ciò che provano. Inoltre, tutte le Unità Operative dell’Azienda sono state dotate di un’apposita scheda di rilevazione del dolore, quale parte integrante della documentazione clinica del paziente, la cui progettazione grafica e modalità di applicazione sono state condivise trasversalmente nei diversi Tavoli di Approfondimento Tecnico del COSD. Nell’ambito del progetto, – sottolinea il dottor Sofia – al fine di garantire un alto contenuto specialistico delle prestazioni erogate, sono stati inoltre costituiti Gruppi di Lavoro che hanno definito protocolli di intervento in specifici ambiti di cura: dolore post-chirurgico, dolore in emergenza-urgenza, dolore pediatrico, dolore nei disturbi cognitivi».

 

L’introduzione di queste nuove schede ha dato il via a unradicale cambiamento operativo e culturale a livello aziendale. Nel 2° semestre 2012, la percentuale di presenza della rilevazione passa dal 33% all’86%. La diffusione della prassi appare omogenea, solo raramente si riscontra la  tendenza ad una sola rilevazione 1 volta al giorno, mentre nel 93% la rilevazione sistematica è di 2 volte al giorno.

Questi dati attestano come la misurazione del dolore faccia oramai parte della attività clinico-assistenziale aziendale, innescando anche il processo di “trattamento dolore”.

Infatti, se nel 2011 le richieste di consulenza algologica provenienti dai reparti aziendali sono state 197, nel corso dei primi 9 mesi 2012 tali richieste sono passate a 267, incremento che testimonia la diffusione capillare del trattamento mirato del “sintomo dolore”.

 

Il progetto è stato sviluppato dall’Unità Operativa Complessa di Cure Palliative con Hospice e Medicina del Dolore dell’Ospedale (UOC CPHMD)  Salvini afferente al dipartimento di Anestesia, Rianimazione Medicina del Dolore e Cure Palliative diretto dal dottor Giuseppe Massimo Vaghi. L’UOC, che dai primi anni ‘90 opera nei Distretti Sanitari di Garbagnate Milanese e Rho, è funzionalmente suddivisa in 4 macro-attività: Ospedalizzazione Domiciliare, Ambulatorio/Day Hospital, Chirurgia Antalgica e Hospice Azzurro.

 

L’assistenza domiciliare è prevista per tutti quei pazienti affetti da neoplasia in fase avanzata ed avanzatissima. Ogni anno l’UOC CPHMD, grazie a un’équipe dedicata, prende in carico circa 600 pazienti ai quali viene garantita assistenza medico/infermieristica 24 ore su 24, consegna a domicilio di farmaci, presidi e ausili. Ad ogni paziente è inoltre assicurato, su richiesta, controllo fisioterapico e counselling psicologico. Presso l’Ambulatorio e il Day Hospital vengono erogate circa 5.000 prestazioni l’anno, mentre l’attività di Chirurgia Antalgica svolge annualmente oltre 120 procedure (impianti di neurostimolatori midollari, pompe per infusione di farmaci per via sub aracnoidea, nucleolisi discali, vertebro/cifoplastiche), con un servizio di reperibilità telefonica 24 ore su 24, alla dimissione del paziente dal reparto. L’Hospice Azzurro è dotato di 15 camere definite “ad alta umanizzazione” per la presenza all’interno di ciascun ambiente di TV, frigo, bagno singolo e secondo posto letto per il famigliare che intende accudire il proprio congiunto. All’interno della struttura di degenza sono ricoverati ogni anno circa 350 pazienti, non oncologici e oncologici, in fase terminale di malattia.

 

«Tutte queste prestazioni – conclude il dottor Sofia – vengono garantite da un organico molto completo: dal Direttore di Struttura Complessa, al Responsabile di Struttura Semplice, dalla Coordinatrice Infermieristica a dieci Dirigenti Medici e 44 fra Infermieri ed Operatori Socio Sanitari. Sono anche presenti un Fisioterapista, una Psicologa, un’Assistente sociale e un Coadiutore Amministrativo».

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