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Congresso AASLD – COMUNICATO BOEHRINGER: “Il trattamento orale per l’epatite C senza interferone elimina il virus fino all’85% dei casi, come dimostra uno studio di Fase IIb, che ha incluso pazienti con malattia epatica avanzata”

Il trattamento+ orale per l’epatite C senza interferone di Boehringer Ingelheim elimina il virus fino all’85% dei casi, come dimostra uno studio di Fase IIb, che ha incluso pazienti con malattia epatica avanzata

Grazie ai risultati positivi ottenuti dallo studio di Fase IIb, è stato iniziato uno studio a registrativo di Fase III senza interferone.


Ingelheim, Germania, 10 novembre 2012 – I risultati dello studio di Fase IIb, SOUND-C2, hanno confermato la risposta virologica sostenuta (SVR) a 12 e 24 settimane dopo il termine del trattamento in oltre l’85% di pazienti affetti da epatite C (HCV) di genotipo 1b (GT-1b) – il genotipo dell’ HCV a maggiore prevalenza a livello mondiale; questa elevata e persistente risposta virologica è stata ottenuta con un regime terapeutico senza interferone di Boehringer Ingelheim. L’elevato tasso di guarigione è stato raggiunto con sole 28 settimane di trattamento con una terapia polimodale* altamente efficace con faldaprevir (BI 201335)+, un potente inibitore della proteasi di nuova generazione, somministrato una volta al giorno, e BI 207127+, un potente inibitore non nucleotidico della polimerasi, più ribavirina.1

Questi risultati positivi sono stati ottenuti dal più vasto studio senza interferone mai realizzato finora, che ha arruolato anche pazienti con insufficienza epatica avanzata, che risultano più difficili da curare. Il rigoroso programma di studi sull’HCV di Boehringer Ingelheim mira, infatti, a comprendere le differenti tipologie di pazienti che i medici si trovano a curare nella pratica clinica.

Attraverso il suo completo programma di studi, Boehringer Ingelheim si propone di sviluppare una terapia orale senza interferone, che permetta ai pazienti di raggiungere la guarigione dal virus con una terapia di più breve durata e minori effetti collaterali rispetto alle attuali terapie a base di interferone.

 

I risultati sono stati presentati al 63°Annual Meeting of the American Association for the Study of Liver Diseases (AASLD), svoltosi a Boston, Massachusetts (USA), dal 9 al 13 novembre. Sulla base del successo conseguito da questo studio di Fase IIb, a breve sarà avviato un programma di studi registrativi di Fase III con questo regime terapeutico a somministrazione orale e senza interferone, per il trattamento dell’epatite C.

 

“Eliminare l’interferone-alfa è un obiettivo fondamentale nel trattamento dell’epatite C; e oggi, grazie ai risultati di questo studio di Fase IIb, abbiamo compiuto un passo avanti nello sviluppo di un trattamento senza interferone per molti pazienti con infezione da HCV” afferma Stefan Zeuzem, Chief of the Department of Medicine e Professor of Medicine alla Goethe University Hospital di Francoforte, Germania. “Nel trial SOUND-C2 abbiamo incluso un’ampia varietà di pazienti che rispecchiano i casi clinici quotidianamente affrontati negli ospedali, compresi quelli con cirrosi, che hanno un’assoluta necessità di un trattamento efficace alternativo alle terapie basate sull’interferone”.

 

Lo studio di Fase IIb ha incluso 362 pazienti con epatite C di genotipo 1 naïve al trattamento (entrambi i genotipi del virus, GT-1a e GT-1b). Quando si osserva l’insieme di tutti i pazienti, compresi i casi più difficili da curare, l’eliminazione del virus è stata raggiunta nel 69% dei pazienti, rispetto all’85% ottenuto nel sottogruppo di pazienti GT-1b. Lo studio ha incluso anche il 9% di pazienti cirrotici, un grave processo di cicatrizzazione nel fegato, o con una forma avanzata di insufficienza epatica; in questi pazienti la risposta terapeutica è stata del 67%.2

I pazienti colpiti da cirrosi rappresentano una popolazione con necessità terapeutiche ancora insoddisfatte, che richiede, con urgenza, un trattamento più efficace e meglio tollerato.3 Ad oggil’interferone è un elemento “chiave” del trattamento, tuttavia, può essere poco tollerato dai pazienti a causa dei lunghi tempi di trattamento e dei gravi effetti collaterali.4,5 I regimi terapeutici a base di interferone non sono un’opzione praticabile per oltre il 50% dei pazienti.6

 

“Basandoci sull’elevata percentuale di guarigione virale rilevata negli studi di Fase IIb con le nostre nuove molecole faldaprevir e BI 207127, possiamo essere ottimisti circa la possibilità di sviluppare nuove opzioni terapeutiche in risposta ai numerosi fabbisogni clinici insoddisfatti nella terapia dell’epatite C” afferma il professor Klaus Dugi, Corporate Senior Vice President Medicine di Boehringer Ingelheim. “Siamo orgogliosi di annunciare l’avvio di un importante studio clinico di Fase III senza interferone nell’infezione da HCV. Continuiamo a perseguire il nostro obiettivo di offrire una terapia orale multimodale altamente efficace senza l’impiego di interferone, che determini la guarigione virale in un numero sempre più ampio di pazienti affetti da epatite C, con un trattamento più breve e con minori effetti collaterali”.

 

Gli eventi avversi più comuni rilevati nello studio SOUND-C2 sono stati: alterazioni cutanee di grado lieve (prurito, rash o fotosensibilità) o disturbi gastrointestinali e transitoria iperbilirubinemia indiretta manifestatasi, a volte, con ittero.1 Il 36% dei pazienti ha riferito degli effetti collaterali, il 12% dei quali di grado severo che nell’8% dei casi ha determinato l’interruzione del trattamento.1 Ciò a fronte di un 25% circa di interruzioni causate da eventi avversi associati al trattamento con interferone e ribavirina. 7

 

 

NOTE PER I GIORNALISTI

 

I risultati completi dello studio SOUND-C2 sono stati presentati al 63° Congresso Annuale dell’American Association for the Study of Liver Diseases:

  • 13 Novembre (ID# 232)1 – Presentazione orale dei risultati finali dello studio SOUND-C2, inclusa un’analisi dei predittori della risposta al trattamento
  • 11 Novembre (ID# 84)2 – Presentazione orale dei risultati dello studio SOUND-C2 relativi a una sotto analisi di pazienti con cirrosi epatica compensata
  • 11 Novembre (ID#778)8 – Presentazione poster sui risultati di SOUND-C2 che confrontano la risposta virologica sostenuta a 4, 12 e 24 settimane di trattamento
  • 11 Novembre (ID#778)9 – Presentazione poster di: HCV NS3 e varianti NS5B emersi in pazienti con breakthrough virologico e recidive nello studio di Fase IIb SOUND-C2.

 

Altri studi di Boehringer Ingelheim presentati al congresso includono:

  • 11 Novembre (ID#777)10  – Presentazione poster di: farmacocinetica dell’associazione di BI 207127 e BI 201335 più ribavirina senza interferone per il trattamento di pazienti naïve con epatite C di genotipo 1. Risultati dello studio SOUND-C1.
  • 11 Novembre (ID#785)11 – Presentazione poster: l’analisi dei polimorfismi di base e persistenza delle varianti emergenti emersa dagli studi di Fase Ib e II che hanno valutato l’inibitore di proteasi NS3, BI 201335, nel trattamento dell’epatite C
  • 11 Novembre (ID#767)12 – Presentazione poster: l’associazione dell’inibitore di polimerasi NS5B BI 207127 a interferone peghilato e ribavirina  (PegIFN/RBV) per 4 settimane, seguita da interferone peghilato e ribavirina  (PegIFN/RBV) per 44 settimane, migliora il tasso di risposta virologica sostenuta a 24 settimane in pazienti con HCV di genotipo 1 naïve al trattamento oltre ad essere ben tollerata.

 

SOUND-C21,2

SOUND-C2 è uno studio clinic di Fase IIb, randomizzato, in aperto, che ha coinvolto 362 pazienti con epatite C di genotipo 1 naïve alla terapia in cinque bracci di trattamento. Lo studio realizzato da Boehringer Ingelheim ha valutato la sicurezza e l’efficacia della terapia polimodale di faldaprevir e BI 207127, con o senza ribavirinae priva di interferone.

 

Ogni gruppo di trattamento includeva 120mg di Faldaprevir una volta al giorno, in associazione a 600mg diBI 207127 con differente durata di trattamento e schedula di somministrazione, due volte al giorno (BID) o tre volte al giorno (TID) più o meno ribavirina:

  • BI 201335 120mg/die QD + BI 207127 600mg (3v/die) TID + RBV per 16 settimane;
  • BI 201335 120mg QD + BI 207127 600mg TID + RBV per 28 settimane;
  • BI 201335 120mg QD + BI 207127 600mg TID + RBV per 40 settimane;
  • BI 201335 120mg QD + BI 207127 600mg BID (2v/die) + RBV for 28 settimane;
  • BI 201335 120mg QD + BI 207127 600mg TID senza RBV per 28 settimane.

 

Una sotto-analisi dello studio SOUND-C2 include, in tutti i bracci dello studio, 33pazienti (9%) con cirrosi epatica compensata. 2

 

 

NewsHome: una fonte innovativa di Boehringer Ingelheim a disposizione dei giornalisti

E’ ora disponibile sul portale www.NewsHome.com la sezione dedicata ai farmaci in fase di sviluppo per l’epatite C di Boehringer Ingelheim. Il sito fornisce informazioni chiare, concise e semplici da comprendere relative alla patologia.

 

Il Virus dell’Epatite C (HCV)

L’Epatite C è una malattia infettiva che colpisce il fegato ed è la principale causa di epatopatia cronica e di trapianto di fegato. Si stima che i malati di Epatite C cronica nel mondo siano 150 milioni e ogni anno ci siano 3-4 milioni di nuovi casi di infezione. 13 Solo il 15-25% circa dei pazienti riesce a eradicare il virus nella fase acuta. 13 Nei restanti casi, il 20% sviluppa cirrosi in media entro 20 anni. 14,15 Il tasso di mortalità dopo l’evoluzione in cirrosi è del 2-5% annuo.15 L’epatopatia di fase finale causata da infezione da HCV è attualmente la principale indicazione di trapianto di fegato nel mondo occidentale.15

 

Boehringer Ingelheim e il Virus dell’Epatite C (HCV)

Con scoperte scientifiche pionieristiche, BI si prodiga per diffondere la cura dell’HCV e alleggerire il peso di questa malattia. L’equipe di ricerca clinica di BI collabora con gli specialisti di HCV di tutto il mondo per rispondere ai bisogni clinici insoddisfatti dei pazienti. La società è impegnata nello sviluppo di una terapia polimodale* altamente efficace con faldaprevir (BI 201335) e BI 207127, attraverso un ampio programma di studi clinici volto a trovare le risposte alle sfide che i pazienti colpiti da HCV si trovano ad affrontare.

 

Faldaprevir, farmaco in fase di sviluppo, è un inibitore di proteasi di nuova generazione a somministrazione giornaliera, progettato per puntare ai reservoir del virus (all’interno del fegato) e inibire la replicazione virale. Faldaprevir ha completato gli studi clinici di fase IIb (studi SILEN-C). Vicino alla conclusione anche lo studio di Fase III STARTVerso™, che valuta faldaprevir in associazione a interferone peghilato e ribavirina in pazienti affetti da Epatite C di genotipo 1, naïve al trattamento, già trattati e co-infetti da HIV.

 

BI 207127, potente molecola in fase di sviluppo, è in un inibitore non nucleotidico di polimerasi NS5B che in associazione a faldaprevir più ribavirina ha il potenziale di eliminare l’interferone dalla terapia dell’HCV. Gli studi di Fase IIb di questo regime terapeutico privo di interferone sono stati completati (SOUND-C2) e sono stati da poco avviati gli studi di fase III HCVersoTM che stanno indagando questo regime terapeutico.

Boehringer Ingelheim

Il gruppo Boehringer Ingelheim è una delle prime 20 aziende farmaceutiche del mondo. Il Gruppo ha sede a Ingelheim, Germania, e opera a livello globale con 145 affiliate e più di 44.000 dipendenti. Sin dalla sua fondazione nel 1885, l’azienda a proprietà familiare si dedica a ricerca, sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti innovativi dall’elevato valore terapeutico nel campo della medicina e della veterinaria. Operare in maniera socialmente responsabile è un punto centrale della cultura e dell’impegno di Boehringer Ingelheim. La partecipazione a progetti sociali, l’attenzione ai propri dipendenti e alle loro famiglie, l’offerta di pari opportunità per tutti i dipendenti costituiscono le fondamenta delle attività del Gruppo a livello mondiale. Mutua collaborazione e rispetto, al pari della tutela e della sostenibilità ambientale sono parte integrante di ogni iniziativa che Boehringer Ingelheim intraprende.

Nel 2011 Boehringer Ingelheim ha registrato un fatturato netto di circa 13,2 miliardi di euro. Gli investimenti in Ricerca e Sviluppo nell’area  Farmaci da Prescrizione sono il 23,5% del fatturato netto.

Per maggiori informazioni  visitate il sito www.boehringer-ingelheim.it

Bibliografia

  1. Zeuzem S. et al Interferon (IFN)-free combination treatment with the HCV NS3/4A protease inhibitor BI 201335 and the nonnucleoside NS5B inhibitor BI 207127 ± ribavirin (R): Final results of SOUND-C2 and predictors of response. Abstract#232 presented at the 63rd Annual Meeting of the American Association for the Study of Liver Diseases (AASLD), 9 – 13 November
  2. Soriano V. et al. Efficacy and safety of the interferon (IFN)-free combination of BI 201335 + BI 207127 ± ribavirin (RBV) in treatment-naïve patients with HCV genotype (GT) 1 infection and compensated liver cirrhosis: Results from the SOUND-C2 study. Abstract#84 presented at the 63rd Annual Meeting of the American Association for the Study of Liver Diseases (AASLD), 9 – 13 November
  3. Bota S. et al. Response to standard of care antiviral treatment in patients with HCV liver cirrhosis – a systematic review. Journal of Gastrointestinal and Liver Diseases 2011; 20:293-8
  4. National Institutes of Health; US Department of Health and Human Services. Chronic Hepatitis C: Current Disease Management. Bethesda, MD: National Institutes of Health; 2010. NIH Publication 10-4230 4.
  5. World Health Organisation. Hepatitis C. 2012 http://www.who.int/csr/disease/hepatitis/Hepc.pdf[Last accessed on 25/09/12]
  6. Kramer JR. et al. Gaps in the achievement of effectiveness of HCV treatment in national VA practice.  J Hepatology 2012; 56:320-5
  7. Gaeta G.B. et al. Premature discontinuation of interferon plus ribavirin for adverse effects: a multicentre survey in real worldpatients with chronic hepatitis C. Aliment Pharmacol Ther 2002; 16: 1633–1639
  8. Zeuzem S. et al SOUND-C2: SVR4, 12, and 24 concordance in genotype (GT) 1 HCV patients receiving interferon (IFN)-free treatment with the HCV NS3/4A protease inhibitor BI 201335 and the NS5B polymerase inhibitor BI 207127. Abstract#778 presented at the 63rd Annual Meeting of the American Association for the Study of Liver Diseases (AASLD), 9 – 13 November
  9. Côté-Martin A. et al. HCV NS3 and NS5B variants that emerged in patients with virologic breakthrough and relapse from the Phase II SOUND-C2 trial investigating interferon-free BI 201335 and BI 207127 therapy ± ribavirin. Abstract#788 presented at the 63rd Annual Meeting of the American Association for the Study of Liver Diseases (AASLD), 9 – 13 November
  10. Sabo J. et al Pharmacokinetics of the interferon-free combination of BI 207127 and BI 201335 plus ribavirin in treatment  naïve  patients with genotype (GT) 1 HCV: Results from the SOUND-C1 study. Abstract#777 presented at the 63rd Annual Meeting of the American Association for the Study of Liver Diseases (AASLD), 9 – 13 November
  11. Berger K. et al. Analysis of baseline polymorphisms and persistence of emergent variants from Phase Ib and II trials evaluating the HCV NS3 protease inhibitor BI 201335. Abstract#785 presented at the 63rd Annual Meeting of the American Association for the Study of Liver Diseases (AASLD), 9 – 13 November
  12. Lohse A. et al. Addition of the NS5B polymerase inhibitor BI 207127 to pegylated interferon and ribavirin (PegIFN/RBV) for 4 weeks followed by PegIFN/RBV for 44 weeks improves SVR24 rates in treatment-naïve patients with HCV genotype (GT) 1 and is well tolerated. Abstract#767 presented at the 63rd Annual Meeting of the American Association for the Study of Liver Diseases (AASLD), 9 – 13 November
  13. World Health Organisation. Hepatitis C. 2012 http://www.who.int/csr/disease/hepatitis/Hepc.pdf[Last accessed on 25/09/12]
  14. National Digestive Disease Information Clearing House, NIH. Chronic Hepatitis C Current Disease Management. NIH Publication No. 10-4230. January 2010

Soriano, Vincent et al. New Therapies for Hepatitis C Virus Infection. Clinical Infectious Disease, February 2009

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