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Biotech: da uno studio di IIT nasce BiKi Technologies, la start-up per produrre farmaci “antisprechi”

Rocchia_Cavalli_BikiTechGenova, 5 giugno 2013 – Dalla ricerca di base e applicata possono nascere idee per la creazione di un’azienda start-up che soddisfi le richieste del mercato: BiKi Technologies è un progetto che nasce all’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) ed è orientato all’industria del farmaco. L’expertise in campo è quella di sapere costruire algoritmi e software in grado di determinare le modalità e le tempistiche di interazione tra nuove molecole di potenziali farmaci e proteine bersaglio la cui azione può essere causa di malattia. Il progetto nasce, infatti, all’interno del Dipartimento di Ricerca e Sviluppo Farmaci dell’IIT, grazie al gruppo di Chimica Computazionale composto dai ricercatori Walter Rocchia, Andrea Cavalli e Giovanni Bottegoni.

Scoprire e sviluppare un nuovo farmaco è un processo lungo e costoso: partendo dalla valutazione delle molecole che potrebbero agire su una determinata malattia – che possono arrivare anche a 100 mila – è necessario, poi, procedere ai test sperimentali della loro efficacia. Essendo queste sperimentazioni cliniche estremamente costose, possono essere effettuate solo su un numero molto ridotto delle molecole di partenza, di solito due o tre. L’efficacia di una molecola dipende molto dal tempo in cui questa interagisce con la proteina bersaglio. Avere a disposizione dei programmi computazionali in grado di prevedere i risultati di queste verifiche, piuttosto che farle in laboratorio, significa risparmiare tempo e risorse economiche, velocizzando inoltre la disponibilità dei farmaci per i pazienti. Ecco perché, come dichiara Walter Rocchia “E’ fondamentale predire il tempo di interazione farmaco-proteina: maggiore è quest’ultimo, maggiore è l’efficacia della medicina. Così si può accelerare il processo di realizzazione di un nuovo farmaco e ridurne i costi”.

Il nome BiKi Technologies proviene dal concetto di Binding Kinetics: predire la cinetica di legame tra un farmaco e il suo bersaglio molecolare. Il software sviluppato è attualmente in fase di test, pronto per essere validato da revisori esterni.

L’obiettivo è ora di commercializzare BiKi Technologies entro un anno e mezzo, in modo che l’intero settore farmaceutico possa beneficiare di questa nuova tecnologia che migliora i metodi di scelta dei candidati farmaci, nella prima fase, limitando tempi e costi della sperimentazione.

 

ISTITUTO ITALIANO DI TECNOLOGIA

L’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) è una Fondazione di diritto privato istituita congiuntamente dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, con l’obiettivo di promuovere l’eccellenza nella ricerca di base e in quella applicata e di favorire lo sviluppo del sistema economico nazionale. Lo staff complessivo di IIT conta 1141 persone. L’area scientifica è rappresentata da circa l’85% del personale. Il 42% dei ricercatori proviene dall’estero: per il 24% stranieri da circa 50 Paesi e per il 18% italiani rientrati. La produzione di IIT vanta più di 3000 pubblicazioni e 104 invenzioni che hanno originato 169 brevetti. Nella sede di Genova collaborano dipartimenti di Robotica (“Robotica, Cervello e Scienze Cognitive” e “Robotica Avanzata”), dipartimenti orientati alle scienze della vita (“Neuroscienze e Tecnologie del Cervello”, e “Scoperta e Sviluppo Farmaci”) e facility di “Nanochimica”, “Nanofisica”, “Nanostrutture”, “Pattern Analysis & Computer Vision” e “iCub Facility”. Dal 2009 l’attività scientifica è stata ulteriormente rafforzata con la creazione di dieci centri di ricerca nel territorio nazionale (a Torino, Milano, Trento, Parma, Roma, Pisa, Napoli, Lecce) che, unitamente al Laboratorio Centrale di Genova, sviluppano le nuove piattaforme del piano scientifico 2012-2014.

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