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Cure palliative e anziani, a Udine un convegno nazionale di studi

Organizzato dal Comune di Udine sabato 7 giugno in sala Ajace

La giornata vedrà la qualificata partecipazione di relatori provenienti da tutta Italia, e non solo, coinvolti nella Rete Europea delle cure palliative

Il Comune di Udine, con il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia, organizza la prima edizione della Giornata di studi e di approfondimenti sulle Cure Palliative, con particolare riguardo alla popolazione anziana. Il meeting, in programma a Udine sabato 7 giugno nella prestigiosa cornice di sala Ajace in piazza Libertà dalle 8.30 (registrazione partecipanti) fino alle 14.30 (conclusioni), vedrà la qualificata partecipazione di relatori coinvolti nella Rete Europea delle cure palliative, chiamati nel capoluogo friulano a portare i propri contributi organizzativi e clinico-assistenziali nella presa in carico della persona con malattia oncologica e cronico-degenerativa avanzata.

Favorendo sinergie di Rete socio-assistenziale con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria, l’Azienda Territoriale e il Terzo Settore, il Comune di Udine si propone quindi come Osservatorio per lo sviluppo di politiche per anziani che consentano, attraverso l’integrazione tra i professionisti nei percorsi di salute, di migliorare la qualità della vita dei propri cittadini. La giornata di studi, realizzata con il sostegno di Prostrakan srl e di Mundipharma Pharmaceuticals srl, fornirà crediti formativi per 120 professionisti della salute tra medici e infermieri. Saranno presenti inoltre assistenti sociali, operatori socio-sanitari e volontari; la provenienza delle persone sarà nordeuropea.

“Con una percentuale di anziani pari al 25,5% della popolazione totale – spiega il sindaco del capoluogo friulano, Furio Honsell –, Udine risulta una delle città ‘più anziane’ d’Italia. Un dato che conferma, quindi, l’importanza di promuovere corretti stili di vita e iniziative pensate per un invecchiamento in salute della popolazione. Ed è proprio in questo ambito – chiarisce – che Udine, capofila della rete Città Sane dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, è stata più volte presa a modello in ambito internazionale per quanto riguarda le politiche e i servizi dedicati all’invecchiamento in salute e alla solidarietà intergenerazionale. Considerati i mutamenti demografici degli ultimi decenni e l’aumento dell’aspettativa di vita alla nascita, che in Europa è in media di 72 anni per gli uomini e 80 anni per le donne, risulta infatti quanto mai fondamentale la promozione di un invecchiamento attivo che migliori la qualità della vita nella Terza e Quarta Età”.

In Regione Friuli-Venezia Giulia muoiono ogni anno circa 4.500 persone con diagnosi di neoplasia attraversando la fasi della malattia avanzata e quelle del fine vita. Il bisogno di cure palliative e di cure di fine vita è insito nelle persone affetta oltre che dai tumori anche da malattie cronico- degenerative che colpiscono, ad esempio, il sistema nervoso centrale, il cardiovascolare, il respiratorio. “Ho sempre ritenuto – afferma l’assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca –  che il rispetto della dignità della persona nella fase di fine vita sia un’esigenza etica irrinunciabile di qualunque comunità”.

Le cure palliative, lo ricordiamo, si rivolgono a categorie di pazienti con limitata aspettativa di vita, maggior carico assistenziale e ridotte richieste di cure causali. Sono finalizzate all’ottimizzazione della qualità di vita, prevedono l’implementazione di modelli assistenziali basati sulla coordinazione tra ospedale per acuti e servizi specifici nel territorio come l’assistenza domiciliare e l’hospice. Il controllo dei sintomi tra i quali in primis il dolore rappresenta l’outcome prioritario di un programma di cure palliative. Il supporto assistenziale da parte di un caregiver e l’accompagnamento nelle cure di fine vita sono essenziali per la qualità della vita del paziente. Con l’invecchiamento della popolazione inoltre e con il prolungamento della sopravvivenza nelle malattie croniche si delineano sempre di più delle nuove categorie di pazienti che appunto necessitano di prolungata assistenza e di un’organizzazione dei servizi che preveda percorsi integrati socio assistenziali tra ospedale, domicilio, centri diurni, Rsa, hospice.

“La sfida a mantenere l’impegno di un’assistenza a lungo termine agli anziani, come sottolinea Vladimir Spidla già Commissario europeo per gli affari Sociali – dichiara l’assessore comunale alla Salute, Simona Liguori –, sarà sempre di più sostenibile attribuendo priorità allo sviluppo dell’assistenza domiciliare e basata sul territorio rispetto alle cure erogate nelle strutture residenziali.”

Il ruolo delle cure palliative nella rete integrata dei servizi all’anziano nella Città di Udine è dunque quello di garantire una presa in carico condivisa tra medico di medicina generale, assistente sociale, palliativisti e infermieri dei distretto sanitario. L’équipe di cura assiste l’utente al domicilio, nelle case di riposo e rivaluta con i colleghi ospedalieri una dimissione protetta dall’ospedale.

Nella giornata di studi saranno fatte riflessioni su i modelli organizzativi di cure palliative geriatriche in Italia e su quali strategie sta ponendo in essere l’Unione Europea in un contesto epidemiologico che stima che entro il 2050 il 25% degli europei avrà 65 anni o più, una percentuale che in Italia e Spagna salirà addirittura oltre il 30%.  Ricordiamo che nel 2003 il Consiglio dei ministri ha adottato la raccomandazione riguardante l’organizzazione delle strutture di cure palliative negli Stati membri dell’Unione europea. Questo documento raccomanda la necessità di includere le cure palliative come parte integrante ed essenziale del complessivo sistema di assistenza sanitaria.

Al tavolo dei relatori, dopo la registrazione dei partecipanti prevista per le 8.30 e i saluti delle autorità, siederanno, tra gli altri, Edoardo Arcuri, primario emerito dell’Istituto nazionale dei tumori di Roma, direttore scientifico dell’Hospice fondazione Roma nonché responsabile scientifico del convegno udinese, Alessandro Cavarape, direttore della scuola di specialità in Geriatria e Gerontologia dell’università di Udine, Amato De Monte, direttore della soc di Anestesia e Rianimazione dell’azienda ospedaliera universitaria di Udine, Roberto Eleopra, direttore del Dipartimento assistenziale integrato di neuroscienze sempre dell’ospedale di Udine, Vittorio Andrea Guardamagna, direttore della Uo di Cure palliative e terapia del dolore, Ircc Istituto europeo di oncologia di Milano, Frédéric Ravallec, a capo del Centre de Gérontologie Saint Thomas de Villeneuve (Aix en Provence – Francia), Furio Honsell, sindaco di Udine e Gabriele Renzulli, presidente dell’Azienda servizi alla persona “La “Quiete” di Udine.

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