Aspirina, nuova promessa "questa…

L'aspirina offre una nuov…

Colesterolo: sono almeno 20 i ge…

[caption id="attachment_1…

Da cellule epiteliali a neuroni

Più vicino l'obiettivo di…

TBC: individuate delle molecole …

Cellule che divorano se s…

Cervello in adolescenza: più pro…

Gli adolescenti sono più …

Le stagioni recepite dall'organi…

[caption id="attachment_7…

Nuovi percorsi di cura per l’inc…

L’esperienza della Fondaz…

Proteine etichettate guidate dal…

In un nuovo studio pubbli…

La dopamina e il ruolo chiave ne…

La dopamina sembra sv…

Rigenerazione dei tessuti da cel…

Nuove ricerche della In…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Sclerosi multipla: scatola elettrica che combatte la fatica

E’ stato pubblicato dalla prestigiosa rivista Journal of Neurology uno studio sull’efficacia di un trattamento – la stimolazione elettrica trans-cranica in corrente continua – contro la stanchezza cronica nei malati di sclerosi multipla.


Lo studio e’ stato condotto presso l’Ospedale Fatebenefratelli all’Isola Tiberina nel Centro Sclerosi Multipla del Dipartimento di Neuroscienze, con Franca Tecchio, capofila della sperimentazione clinica, i suoi collaboratori del CNR Carlo Cottone e Andrea Cancelli, e l’AFaR – Divisione Ricerca della Fondazione Fatebenefratelli. ”L’elemento di novita’ – spiega Franca Tecchio – e’ la possibilita’ di trattare un sintomo, quello della fatica nella sclerosi multipla, che ad oggi non conosce altre forme di intervento validate”. cellule_sclerosiLa fatica e’ un sintomo molto importante, con forti ripercussioni nella vita sociale ed affettiva, considerato come il piu’ invalidante dal 40% dei pazienti con sclerosi multipla, una malattia che oggi colpisce 2,5-3 milioni di persone nel mondo, 600 mila in Europa, 70 mila in Italia. I farmaci attualmente prescritti contro la fatica in tale patologia non sono riconosciuti come efficaci: le uniche strategie fornite dalle linee guida internazionali riguardano aspetti legati al benessere generale, come la nutrizione, l’esercizio fisico e altre strategie di ottimizzazione del dispendio delle proprie energie.

Il trattamento di stimolazione elettrica trans-cranica in corrente continua rientra tra le tecniche di neuro modulazione non invasive e conformi ai criteri di sicurezza attualmente in uso per modificare l’eccitabilita’ di certe regioni del nostro cervello. Queste tecniche possono cambiare le relazioni tra le diverse aree celebrali e quindi modificarne la funzionalita’, la capacita’ di eseguire compiti e di vivere bene, di lavorare e stare con gli altri. ”Abbiamo adattato alle persone con sclerosi multipla affaticate – continua la ricercatrice – un trattamento che applicato nei sani li aveva resi piu’ resistenti alla fatica. Mentre nei sani la parte stimolata del cervello e’ quella delle regioni sensoriali e motorie di solo controllo della mano, nei malati di sclerosi affaticati la stimolazione avviene nelle regioni sensoriali che ricevono le informazioni percettive da tutto il corpo, escludendo le regioni motorie che sono gia’ sovra-eccitabili”.

Con sedute quotidiane di 15 minuti al giorno per 5 giorni consecutivi, il paziente, da casa, previa istruzione medica, potra’ alleviare la sua stanchezza applicando un elmetto che gli consentira’ di porre gli elettrodi della ”scatoletta” che fornisce corrente nella regione cerebrale voluta. ”Estenderemo questo intervento a un gruppo molto piu’ ampio – conclude la Tecchio -: il trial clinico fin qui e’ stato eseguito su 10 pazienti ma in modo talmente accurato e ben disegnato da essere pubblicato sul Journal of Neurology, una delle massime riviste del settore. Ora, con la collaborazione di Patrizio Pasqualetti e Giancarlo Zito dell’AFaR- Divisione Ricerca della Fondazione Fatebenefratelli, vogliamo ampliare lo studio in modo da essere ancora piu’ solidi nel determinare che questo trattamento e’ efficace.

Continueremo a collaborare con il Centro Sclerosi Multipla del Fatebenefratelli – coordinato da Maria Maddalena Filippi con il contributo di Anna Ghazaryan ed il supporto tecnico di Marina di Giorgio – che segue circa 300 pazienti; siamo in contatto con altre strutture interessate a estendere questo trattamento anche ai loro pazienti”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Archivi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: