[1. SIN] Parkinson: Terapia precoce e preclinica per le malattie neurologiche?

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Prof. Aldo Quattrone, Presidente della SIN, Direttore della Clinica Neurologica dell’Università di Catanzaro e della Unità di Ricerca “Neuroimmagini” del CNR. 

Mai come nel caso della malattia di Parkinson, prevenire è meglio che curare. Infatti, quando compaiono i primi sintomi è già tardi per bloccare la malattia, poiché sono già morte molte cellule dopaminergiche della sostanza nera, una piccola area cerebrale coinvolta nella comparsa del Parkinson.

Per prevenire il Parkinson, bisognerebbe effettuare una diagnosi estremamente precoce o meglio ancora pre-motoria, e cioè prima della comparsa dei sintomi motori caratteristici della malattia, come il tremore e la lentezza dei movimenti. Nella fase pre-motoria, infatti, potrebbero essere utilizzati farmaci neuro-protettivi capaci di modificare la storia naturale della malattia stessa.

Come si fa a diagnosticare la malattia di Parkinson nella fase pre-motoria? Bisogna porre grande attenzione ad alcuni disturbi che non sono specifici della malattia come il deficit olfattivo, l’agitazione durante il sonno, la depressione, dolori nelle grandi articolazioni e l’ipotensione ortostatica, disturbi che possono essere presenti anche in malattie diverse dal Parkinson.

Tra questi, il più importante è il disturbo comportamentale in sonno REM (caratterizzato da comportamenti anormali durante la notte quali urlare, scalciare, tirare pugni), che è il marcatore predittivo più affidabile di malattia di Parkinson. Circa il 60% dei pazienti con disturbo comportamentale in sonno REM (RBD) sviluppa la malattia di Parkinson entro 10-12 anni.

Ad oggi la diagnosi clinica di RBD deve essere obbligatoriamente confermata dalla registrazione poligrafica effettuata in ambiente ospedaliero che richiede il ricovero del paziente per almeno una notte in centri altamente specializzati con disagio del paziente e costi elevati per il Servizio Sanitario Nazionale.

In presenza di RBD, anche in mancanza dei disturbi motori tipici della malattia di Parkinson, il paziente deve effettuare un DAT-scan, una scintigrafia cerebrale necessaria per confermare la diagnosi di Parkinson.

Al momento, purtroppo, i costi proibitivi legati alla diagnostica del RBD e alla scintigrafia con DAT scan rendono molto difficile individuare i soggetti con RBD a rischio di sviluppare il Parkinson non consentendo così un precoce intervento con farmaci neuro-protettivi.

Per la prima volta, nel corso del XLV congresso della Società Italiana di Neurologia verrà presentato uno nuovo strumento portatile, di basso costo e facile uso, indispensabile per effettuare la registrazione poligrafica necessaria per la diagnosi di RBD a casa del paziente (una specie di Holter del sonno).

Il grande vantaggio di questo nuovo strumento è quello di consentire di individuare i soggetti a rischio di sviluppare la malattia di Parkinson, come sono i soggetti che presentano disturbi del comportamento in sonno, permettendo così una precoce e corretta diagnosi e interventi terapeutici con farmaci neuro-protettivi capaci di arrestare o rallentare il decorso della malattia.

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