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Pillola e mestruazioni: un inghippo da sciogliere

sic-okSe si assumono contraccettivi ormonali, non si ha una vera mestruazione. E i benefici, a dispetto di antiche credenze che identificano con il ciclo una sorta di purificazione, sono davvero molti. La Società Italiana della Contraccezione (SIC) li riassume nel suo ultimo position paper.

Roma, 21 gennaio 2015– L’assenza o la riduzione del sanguinamento che si verifica quando si assume la pillola non è affatto un problema. Anzi. Da molti punti di vista, può essere considerato un fenomeno vantaggioso per la salute della donna. Questo il focus de “La mestruazione e la sua modulazione con la contraccezione ormonale con estroprogestinici”, il nuovo position paper della Società Italiana della Contraccezione (SIC).

“Dobbiamo spiegare in maniera chiara e univoca alle donne che la mestruazione fisiologica non ha nulla a che vedere con la finta mestruazione in corso di contraccezione ormonale”, spiega il professor Annibale Volpe, past president della SIC. “In sintesi” fa eco il professor Angelo Cagnacci, U.O. Ostetricia e Ginecologia Policlinico Modena e autore del documento “avere il ciclo mestruale “naturale” significa solamente stare bene da un punto di vista riproduttivo, ma non ha nessun vantaggio reale per la donna”.

Prosegue il professor Cagnacci: “In realtà il corpo della donna non è abituato ad avere così tanti flussi mestruali: una volta si facevano più figli con conseguenti minori indici negativi legati al ciclo, quali – solo per citarne alcuni – emicrania ed endometriosi”. “Inoltre non bisogna dimenticare che gli estroprogestinici hanno anche un potere protettivo nei confronti dei tumori all’ovaio: la riduzione del reflusso di sangue all’interno dell’addome ottenuta attraverso la sospensione delle mestruazioni e la riduzione delle conseguenti ferite ovariche provocate delle continue ovulazioni grazie alla pillola, sono presupposti fondamentali per una marcata riduzione del rischio di tumore ovarico”.

“Inoltre, i benefici sono anche di natura psicologica” puntualizza l’autore del position paper: “Secondo recenti studi, ben un terzo delle donne in età fertile rinuncerebbe volentieri al ciclo mestruale per evitare impedimenti, dolori e fastidi di varia natura”. “É assolutamente comprensibile” prosegue il professor Volpe “se consideriamo che secondo un recente studio svedese il gentil sesso trascorre ben 7 anni della vita alle prese con le mestruazioni”. “Un tempo infinito” commenta il past president della SIC “che può impattare non solamente sulla salute della donna, ma anche sui bilanci familiari – assorbenti, analgesici, ecc – e sui costi del Sistema Sanitario Nazionale – assenze dal lavoro”.

“Ci appelliamo dunque ai ginecologi” concludono i due membri della SIC “affinché rassicurino le pazienti e spieghino loro i possibili vantaggi che derivano dal mancato sanguinamento in corso di contraccezione ormonale. Un guadagno sicuro in termini di salute e l’abbattimento di un tabù – quello legato alla “purificazione mestruale” – che è ormai tempo di abbattere”.

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