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LOTTA AL DOLORE, ORMAI È EMERGENZA SOCIALE

Little girl suffering from headache and touching her head on white background

Manca uno strumento per conoscere (e riconoscere) il dolore: i cittadini hanno a disposizione un questionario nato dall’impegno congiunto di Federconsumatori, ANT e IMPACT Proactive

 

Emicrania nei bambini, è allarme: secondo uno studio coordinato da Bruno Colombo (responsabile del centro per la cura e la diagnosi delle cefalee dell’età pediatrica ed adulta dell’Università Vita-salute, ospedale San Raffaele di Milano)  ne soffre 5% dei bambini, con punte del 9% negli under 12. L’esordio dei sintomi avviene tra i 7 e gli 11 anni, con una frequenza di tre-quattro episodi al mese; tra i più piccoli sono i maschi ad essere più colpiti, mentre con la pubertà la grande maggioranza dei casi riguarda le femmine. Il rischioaumenta del 40%, se soffre di emicrania uno dei due genitori, del 70% se la patologia riguarda entrambi.

Ma non è tutto: il dato più preoccupante riguarda la diagnosi corretta, che arriva in tempi molto lunghi: due, anche tre anni in media dai primi sintomi, secondo le stime.

Perché avviene questo? Uno dei problemi principali è rappresentato dal fatto che molto spesso il bambino non è in grado di comunicare bene il dolore. Un bimbo che soffre di emicrania si ritira dalle attività sociali, evita gli sforzi, ha tutta una serie di comportamenti che devono essere presi sul serio e decifrati; qui entra in gioco il ruolo dei genitori, che devono essere in grado di poter identificare per tempo i sintomi e saper poi aiutare il bambino a comunicare con il pediatra, il quale a sua volta deve poter avere più strumenti per comunicare con il bambino affetto da dolore.

Ma il problema di una corretta conoscenza del dolore e della capacità di comunicare con i medici non riguarda solo i più piccoli: tra gli over 65 infatti le statistiche di EFIC (European Pain Federation) rivelano che in Europa un anziano su due ha problemi di dolore cronico dovuti nella maggior parte dei casi a osteoartrosi, malattie oncologiche, effetti di malattia cardiovascolari o del diabete. La maggior parte degli over 65 soffre di dolore cronico per almeno due anni; circa un quinto vi ha combattuto per più di un ventennio; e anche le malattie degenerative come l’Alzheimer, che secondo le stime del Ministero della Salute costituisce il 54% di tutte le demenze, che colpiscono la popolazione degli ultrasessantacinquenni.

Il dolore rappresenta in Italia una vera emergenza sociale, che tocca da vicino almeno un italiano su cinque: solo in Italia colpisce oltre 12 milioni di persone (alcune analisi stimano fino a 15 milioni), di cui ancora oggi meno della metà – appena il 40% – sa a chi rivolgersi, mentre solo il 32% è stato informato dal proprio medico, il 22% da amici e parenti e il 14% su Internet. Inoltre, solo il 35% sa che in Italia c’è una legge sul tema (fonte: Fondazione Isal).

Per trovare una soluzione a problematiche come queste che Federconsumatori, Fondazione ANT Italia Onlus e IMPACT proactive hanno dato vita  con il patrocinio del Ministero della Salute ad un apposito “Vademecum sul dolore”, esaustivo e di facile consultazione, per informare il più ampio numero possibile di cittadini: per poter riconoscere il dolore e saper valutare i propri sintomi, per conoscere i farmaci, ma soprattutto per sapere a chi rivolgersi, dove sono ubicati i centri di terapia del dolore e i centri di cure palliative, e quali sono i diritti dei cittadini garantiti dalla Legge 38/2010. Al centro del progetto, le famiglie italiane: chi soffre di dolore è quasi sempre inserito in una rete di relazioni, e il ruolo del nucleo familiare come caregiver  è fondamentale, a maggior ragione quando si tratta di fasce della popolazione più indifese come bambini e anziani.

Ed è stato un successo senza precedenti: distribuito in decine di migliaia di copie attraverso 1000 sportelli di Federconsumatori e 120 Delegazioni di Fondazione ANT dislocate sul territorio nazionale, è andato presto esaurito ed è stato ristampato per poter rispondere alle richieste dei cittadini di tutta Italia. Migliaia i contatti sui siti di Federconsumatori, ANT e IMPACT proactive.

E non è tutto. La campagna di sensibilizzazione sulla lotta al dolore entra adesso nel vivo: dopo aver informato e sensibilizzato l’opinione pubblica, adesso la parola passa ai cittadini. A questo scopo, è stato realizzato un apposito “Questionario sul dolore”, semplice ed esaustivo, per permettere a istituzioni, classe medica e tutti gli altri operatori sanitari coinvolti di capire quali sono le conoscenze dei cittadini sul tema della lotta al dolore, qual è la percezione della propria esperienza, se sanno a chi rivolgersi, e quanto sono consapevoli dei propri diritti.

Come sottolinea il Professor Gian Franco Gensini, Presidente del Board di IMPACT proactive, «un cittadino informato e consapevole è un aiuto concreto anche per le stesse società scientifiche, fondazioni e associazioni nel condurre la proprie attività di ricerca scientifica; la professionalità di un medico o di un operatore  sanitario deve includere la conoscenza e la comprensione delle esigenze dei cittadini, anche perché oggi il dolore è riconosciuto come una vera e propria malattia e non più come un semplice sintomo».

Una campagna capillare su tutto il territorio nazionale: fino al 31 maggio infatti, nelle oltre mille sedi di Federconsumatori e ANT, presso i banchetti promozionali allestiti nelle principali città italiane e durante i congressi locali di Federconsumatori (il calendario degli appuntamenti è consultabile presso i siti delle associazioni), i cittadini potranno ricevere e compilare il “Questionario sul dolore” disponibile in versione cartacea o online cliccando sul link http://www.impactproactive.it/questionariodolore, e potranno fornire le loro risposte in pochi minuti anche dal computer di casa, dal tablet o dallo smartphone.

I risultati saranno condivisi con la classe medica, le associazioni scientifiche e le istituzioni nel corso di un Workshop promosso da IMPACT proactive a Firenze a giugno con i suoi oltre 80 partner, e nei convegni di Federconsumatori e Fondazione ANT Italia Onlus. 

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