L'ipotesi dell'insulina non più …

Si può sopravvivere s…

Melanomi: un raggio laser per lo…

[caption id="attachment_6…

Cancro al fegato: determinato un…

Scoperto un importante me…

Aspirina: i mille volti di un fa…

VII° Congresso Regionale …

[Euromelanoma 2012]News sul mela…

1.           Nel  rece…

Canagliflozin garantisce sostanz…

I 5 studi sono stati pres…

Attacchi cardiaci: la mortalità …

I pazienti con alti livel…

Ictus: ipotermia immediata indot…

Mettere il cervello di un…

Ulcere cutanee: arriva Prisma® S…

Nuova medicazione solida …

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Nascita prematura: osservate alterazioni cerebrali

Nei bambini nati prematuramente, prima della trentatreesima settimana, si osserva un’alterazione nelle connessioni fra alcune regioni del cervello: una riduzione di quelle fra il talamo e le aree che controllano le funzioni cognitive superiori, e un aumento di quelle fra il talamo e le aree che elaborano i segnali sensoriali.

La nascita prematura può alterare lo sviluppo di alcune connessioni fra aree chiave del cervello. La scoperta, fatta da un gruppo internazionale di ricercatori che firmano un articolo sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”, aiuta a spiegare perché i nati prematuri hanno un maggiore rischio di problemi neurologici dello sviluppo, dal deficit di attenzione e iperattività fino a disturbi dello spettro autistico.

Hilary Toulmin e colleghi hanno sottoposto a risonanza magnetica funzionale il cervello di 66 bambini piccoli, di cui 47 nati pretermine (a meno di 33 settimane di gestazione), focalizzando l’attenzione sulle connessioni cerebrali che si sviluppano maggiormente proprio nelle ultime settimane di gravidanza, ossia le connessioni fra il talamo e la corteccia.

I ricercatori hanno scoperto che mentre nei bambini nati fra la trentasettesima e la quarantaduesima settimana quelle connessioni avevano già alla nascita una struttura molto simile a quella che si riscontra nell’adulto, così non era per i nati prematuri. E quanto più i bambini erano prematuri, tanto più marcata era la differenza.

In particolare, quei bambini avevano una connettività meno sviluppata fra il talamo e specifiche aree della corteccia prefrontale, dell’insula e del giro del cingolo, note per supportare le funzioni cognitive superiori. Tuttavia, avevano anche un livello di connettività maggiore fra il talamo e la corteccia somatosensoriale, e in particolare con le parti coinvolte nell’elaborazione dei segnali sensoriali provenienti da viso, labbra, mascelle, lingua e gola.

Secondo i ricercatori, lo sviluppo più elevato  di queste connessioni sarebbe da mettere in relazione con la precoce esperienza di vita extrauterina e in particolare con l’allattamento, naturale o artificiale, che provocherebbe una forte ondata di stimoli provenienti da quelle parti del corpo.

Non è chiaro però se il potenziamento della costruzione di collegamenti fra queste aree si correlato o meno alla ridotta maturazione dei collegamenti fra talamo e corteccia prefrontale, che potrebbe essere  collegata alla maggiore incidenza delle difficoltà di apprendimento, concentrazione e socializzazione che si osserva nella tarda infanzia fra i bambini nati pretermine.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Archivi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: