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Embolia polmonare: il rischio elevato di chi trascorre molto tempo seduto

Studio presentato da Toru Shirakawa del dipartimento di Medicina Sociale dell’università di Osaka al congresso della Società europea di cardiologia (Esc) in corso a Londra.

Passare troppo tempo seduti davanti alla televisione ci espone ad un maggior rischio di embolia polmonare fatale, anche nota come “sindrome della classe economica” perché è un evento associato ai lunghi viaggi in aereo che obbligano all’immobilità. A dirlo è uno studio durato 18 anni e presentato da Toru Shirakawa del dipartimento di Medicina Sociale dell’università di Osaka al congresso della Società europea di cardiologia (Esc) in corso a Londra.

Lo studio, condotto su oltre 86 mila persone di età compresa tra i 40 e i 79 anni, mostra che passare 5 o più ore al giorno davanti al piccolo schermo significa raddoppiare il rischio di embolia polmonare fatale rispetto a chi si limita a meno di due ore e mezzo al giorno.

«È una malattia grave, a volte fatale, caratterizzata dall’improvvisa comparsa di sintomi come dolore toracico o difficoltà di respirazione. È causata da un’ostruzione delle arterie polmonari da parte di coaguli di sangue, generalmente formati nei vasi delle gambe» ha affermato il ricercatore giapponese. I fattori di rischio sono molteplici e fra essi va tenuto in seria considerazione «anche il riposo prolungato in posizione distesa o seduta».

In Italia, l’incidenza è di 100nuovi casi per 100mila abitanti e, se non trattata immediatamente con dei farmaci anticoagulanti, può essere fatale (mortalità dell 11%).
Attenzione dunque a trascorrere ore e ore nella stessa posizione, comodamente seduti con gli occhi puntati sul televisore o sullo schermo del computer. Anche dopo gli aggiustamenti per le condizioni che possono favorire l’embolia polmonare, ad esempio diabete, ipertensione, il fumo, l’alcol, la forma fisica e lo stile di vita, i dati «dimostrano che la sedentarietà prolungata davanti al teleschermo può aumentare il rischio di morte per embolia polmonare» ha detto Shirakawa.

«Questi risultati possono essere in parte spiegati dall’immobilità delle gambe durante la visione della televisione. Per prevenire il verificarsi di embolia polmonare, si consiglia l’adozione delle stesse strategie di prevenzione suggerite per contrastare la sindrome da classe economica». Vale a dire muoversi, alzarsi e fare due passi. È dunque essenziale in una società più sedentaria di un tempo, ribadisce il ricercatore, aumentare nella popolazione la consapevolezza dei rischi che si possono correre nel mantenere a lungo le gambe in una posizione immobile.

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