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Akitalab, un progetto indipendente rivolto alla ricerca sulla VitD – nota cruciale per i possessori di Akita Inu

[DAL SITO] 1° Ricerca Italiana sulla carenza di Vitamina D degli Akita

AkitaLab si fa delle domande per cercare delle risposte.

Perché la prima nostr ricerca si concentra sulla valutazione della eventuale carenza di Vit D?.akitalab

Tutto è partito da un’osservazione empirica. Molte patologie autoimmuni ( Penfigo, Lupus, Harada etc ) esordiscono, tra gli altri sintomi, con la depigmentazione delle mucose e del naso dell’esemplare colpito. Quanto ha colpito maggiormente lanostra curiosità è il constatare che, frequentemente anche nei soggetti “sani” si manifestano delle depigmentazioni a livello di labbra, palato e naso.

La bibliografia relativa al “sintomo” della depigmentazione nei cani sani, ad una ricerca attraverso vari studi scientifici, è risultata essere molto scarna: l’argomento non è stato affrontato mai in maniera pprofondita, se nonin relazione a lesioni dovute a gravi patologie in essere.

Dunque,la depigmentazione in animali sani non viene considerata attualmente un problema, c’è ma non si sa perché. Siamo dunque passati ad osservare, con la collaborazione di tanti proprietari di akita, all’esame obbettivoodlle mucose ( dei palati, delle labbra e del naso) allo scopo di comprendere l’incidenza di questo , fino ad oggi, non problema… In un confronto interessantissimo, tutti insieme, veterinari, proprietari ed alcuni allevatori, abbiamo osservato che in alcuni, non sparuti, casi le mucose erano sbiadite ma, nella maggioranza dei soggetti“depigmentati” , si evidenziavano vere e proprie macchie rosa, non presenti alla nascita ma sopraggiunte, come per caso, ad un certo punto della vita. Per questi soggetti i Medici Veterinari prescrivono integratori a base di Tirosina (come le alghe) o aminoacidi ottenendo, però, poco riscontro.

Non apparendo questoocome un problema che possa inficiare la qualità della vita, spesso, poi , Medici Veterinari e proprietari si rassegnano allo stato di cose, senza porsi partcolari problemi.sbirciando nel panorama di altre razze, si è rilevatooche questo tipo di sintomatologia non è riscontrata se non come caratteristica eventualemnte presente dlla nascita con particolari colorazioni del mantello.

Proprio uno dei proprietari che ha offerto il suo apporto nel confronto tra i vari soggetti ha fatto rilevare che in umana, percontrastare gli esiti della la Vitiligine, la medicina sta speimentando con ottimo successo l’integrazione di vit D, avendo riscontrato che essa Vtamina D, risultata carente in moltissimi soggetti afflitti da questa patologia e che i malati di Vitiligine sono statisticamente più predisposti alle patologie autoimmuni.

E così è scattata una scintilla che ci ha coinvolti tutti, abbiamo cercato quante più informazioni e materiale che ci spiegasse l’importaza della Vit D ed abbiamo appreso che, a differenza che in umana, nel cane non si sviluppa con l’esposizione alla luce del sole e che l’unica fonte fruibile dal cane è alimentare.

Poi abbiamo appreso che c’è qualche studio (pochi) che correla la Vit D nel cane a certi tipi di tumore (sempre in coincidenza di carenze) e patologie cardiache.

Nel gatto addirittura è indice prognostico di quanto gli rimane da vivere in caso di gravi patologie.

E nell’uomo? Anche nell’uomo gli studi non sono ancora moltissimi ma si sono trovate correlazioni molto interessanti in svariate patologie, non solo la vitiligine quindi, ma anche disturbi immunomediati tra cui la sindrome di Harada.

In umana gli studi han trovato che questi pazienti, affetti da sindrome di Harada, hanno gravissime carenze di vit D, che più si aggrava la malattia più si aggravano peggiorando ulteriormente la situazione clinica e dunque il livello di vit D. Sembra quindi che una integrazione adeguata riesca a controllare e in alcuni casi a fermare questo tipo di patologie!

La vit D poi è risultata correlata ad alcuni tipi di crisi epilettiformi peggiorandole e rendendole più numerose (con integrazioni si è passato da decine di crisi nell’arco di un mese a poche crisi saltuarie), a patologie oculistiche di vario tipo (degenerazione della retina, cataratta), a dermatiti ecc.

Insomma la vit D è un ormone che possiede migliaia di recettori a livello di ogni organo e che svolge importantissime mansioni a livello di sistema immunitario e nei nostri cani è completamente in balia dell’alimentazione, dei mangimi o delle integrazioni con organi per chi da un’alimentazione casalinga… Sì perché non basta il cibo fresco, la vit D è presente solo a livello di grasso e fegato. Purtroppo però non si può integrare alla cieca, perchè se sovradosata, può essere altrettanto nociva proprio per la sua enorme influenza sul corpo e su tutti gli organi.

La carenza di Viamina D puo essere la fonte di tutti i mali?? Può avere un’importante ruolo nella ravità edincidenza delle patologie? Potrebbe, negli Akita più che in altre razze, esserci una predisposizione congenita ad una sua carenza di Vit D? Potrebbe valutarsi un problema di recettori anche in presenza di giusta quantità assimilata.?

Di qui la scelta di quale fosse laprima ricerca a cui Akitalab si sarebbe dedicata: vorremmo rispondere a queste domanda vorremmo fugare ogni dubbio e dare una possibilità in più agli Akita malati.

Ovviamente non ha senso allarmarsi nellcaso in cui ilproprio cane,magari akita, manfesti una depigmentazione ipotizzando sia la spada di Damocle che prima odopo ferirà: in questo momento siamo nell’ambito delle ipotesi, che possono poi dimostrarsi fondate quanto infondate o fondate parzialmente, ed è proprio per avere certezze che a questo punto siamo pronti!!

Questa è solo la prima pagina di un progetto scritta con numerose mani, e con altrettante e piùnumerose mani ci auguriamo, per i nostri amati cani, di scriverne numerose altre!!.

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