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La sport-terapia per i mielolesi: come affrontare la quotidianità anche grazie all’esempio degli atleti paraolimpici

Al Centro Spinale Riabilitazione Mielolesi del Gaetano Pini – CTO, un team multidisciplinare accompagna il paziente nel suo percorso di riavvicinamento alla quotidianità, nonostante le difficoltà causate da tetraplegia e paraplegia. Lo sport è un obiettivo per andare avanti e ricominciare a lottare. Per avere informazioni e aprire un filo diretto con i pazienti, fino alla metà di ottobre, l’esperto risponde all’indirizzo: [email protected]. pini

Milano,  16 settembre 2016 – Dal nuoto al canottagio, dal tennis alla “hand bike” e al tiro con l’arco, gli atleti paraolimpici ci insegnano a non gettare mai la spugna: nonostante gravi impedimenti fisici, ci dimostrano che una lesione midollare non deve essere una ragione per rinunciare non solo alle gioie della vita quotidiana, ma anche alle sfide più difficili. Il primo ‘step’ per chi si trova a dover affrontare una condizione di paraplegia (paralisi degli arti inferiori) o di tetraplegia (lesione anche di tipo cervicale) è la riabilitazione, che deve avvenire in centri specializzati. Il Centro Spinale di Riabilitazione Mielolesi del Gaetano Pini-CTO, in via Bignami a Milano, oggi si occupa di tutte le lesioni midollari.

“Il paziente viene preso in carico a 360 gradi – spiega la dottoressa Angelica Bava, Responsabile Facente funzioni della Struttura Complessa UO Mielolesi del Pini-CTO – : grazie a un approccio multidisciplinare vengono svolte attività di recupero, riabilitazione e reinserimento domiciliare, sociale, scolastico e lavorativo. La nostra U.O. è accreditata per 19 posti letto e ci occupiamo di tutti gli aspetti clinico assistenziali che possono interessare il paziente mieloleso”.

Il Progetto Riabilitativo di ogni paziente è finalizzato alla acquisizione da parte del paziente della massima autonomia nelle attività di vita quotidiana: “L’obiettivo è permettere di tornare alla vita normale e magari poter affrontare sfide più grandi come l’attività sportiva, anche quella agonistica. I nostri atleti paraolimpici ci insegnano che lo sport, per le persone mielolese può rappresentare un motivo di rinascita ed è uno strumento di aggregazione sociale, ma anche fonte di nuova energia e di rinnovato impulso vitale “.

Nel dettaglio, il programma di fisioterapia al Centro di Riabilitazione Mielolesi del Pini-CTO – al quale afferiscono pazienti provenienti dalle neurochirurgie di tutta Italia – prevede due trattamenti: uno di tipo riabilitativo – motorio, effettuato da un fisioterapista per recuperare le funzioni del movimento – l’altro di tipo occupazionale, e prevede la ri-acquisizione dell’autonomia da parte del paziente e la possibilità di un reinserimento scolastico (nel caso dei più giovani) e sociale. “È importante che il paziente mieloleso possa cavarsela da solo e possa tornare ad avere una vita normale – illustra la dottoressa -può guidare l’auto e deve riprendere la patente di guida. In questa fase è di supporto alla nostra struttura l’APL, Associazione Paraplegici Lombardia, che dà la possibilità ai pazienti in carrozzina di migliorare la propria qualità di vita: le terapiste occupazionali effettuano anche sopralluoghi al domicilio dei pazienti, supportandoli anche nelle eventuali modifiche di riadeguamento architettonico del domicilio..

“Prima della dimissione del paziente, ci occupiamo del suo reinserimento – prosegue Bava -. Rimaniamo a stretto contatto con i familiari per fare in modo che la persona, al momento del rientro a casa, trovi un ambiente idoneo e funzionale alle sue esigenze. Il nostro consiglio per tornare alla quotidianità è dedicarsi anche allo sport. Nella nostra Unità Operativa è possibile fare sport-terapia e noi consigliamo sempre ai nostri pazienti di continuare con queste attività anche dopo la dimissione e il ritorno a casa”.

Fino a metà ottobre sarà inoltre possibile chiedere informazioni alla D.ssa Bava e ai professionisti del Centro Mielolesi scrivendo all’indirizzo: [email protected].

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