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Il diritto alla salute non può venir meno a secondo dell’indirizzo di residenza

REFERENDUM. A DEMO 2016 LE MOTIVAZIONI PER IL SI’

L’intervento di Luciano Frattini di Medtronic Italia

Pavia, 1 ottobre 2016 – All’iniziativa DEMO, promossa dall’onorevole PD Alan Ferrari e in corso presso la Cascina Darsena di Giussago (PV) si parla anche di referendum. In occasione di questo appuntamento, giunto alla seconda edizione, che vuole essere uno spazio di confronto tra cittadini, istituzioni, professionisti e aziende, suddiviso in tavoli tematici, tra i quali welfare, salute e innovazione, Luciano Frattini, Presidente e Amministratore delegato di Medtronic Italia nel corso del proprio intervento spiega le motivazioni per il sì.dem

 

“Un sì “salutare” per la nostra Sanità. – spiega Luciano Frattini nel corso della sua partecipazione al tavolo “innovazione e salute” in corso presso la Cascina dell’aiuto –  Le ultime statistiche ci dicono che l’aspettativa di vita per le donne si attesta a 85 anni, per gli uomini, invece, intorno a 80. L’industria biomedica investe svariati miliardi ogni anno in ricerca, collaborando con medici d’avanguardia nella messa a punto di sofisticate e innovative terapie, che permettono di guarire pazienti fino a pochi anni fa considerati non curabili. Un esempio per tutti, le valvole cardiache transcatetere, che grazie ad una tecnica operatoria molto meno invasiva e più sicura, portano guarigione e nuova vita a pazienti finora considerati inoperabili. Purtroppo oggi può accadere che l’accesso a queste e ad altre terapie innovative sia possibile in alcune Regioni e in altre meno, creando quindi incomprensibili differenze di trattamento tra i pazienti di tali Regioni. Ciò è reso possibile dal fatto che con l’attuale legislazione, ogni Regione ha la più ampia autonomia gestionale in campo sanitario.

Con la riforma del 2001, ogni Regione ha guadagnato ampia autonomia nella gestione del proprio Sistema Sanitario, assumendosi quindi l’onore (e l’onere) di organizzare e gestire il diritto alla Salute dei propri Cittadini. A distanza di 15 anni, il risultato è purtroppo evidente: sistemi regionali l’uno diverso dall’altro, in alcune (poche) Regioni con servizi molto efficienti, in altre (la maggioranza) con un’offerta sanitaria alquanto carente, le prime con bilanci in pareggio, le seconde con importanti deficit da gestire.

Tutto ciò crea una ingiusta e pericolosa differenziazione tra cittadini che solo perché residenti in una Regione piuttosto che in un’altra, possono beneficiare o meno di un Sistema Sanitario che a questo punto, di “Nazionale” ha solo il nome.

La Riforma Costituzionale su cui il 4 dicembre saremo chiamati a pronunciare un sì o un no, prevede che alcune importanti responsabilità in ambito Salute, vengano riassegnate al Ministero della Salute, con la possibilità quindi che esso possa intervenire con maggiore incisività sui vari Sistemi Sanitari Regionali, richiedendo con maggiore autorità alle Regioni più deboli, le necessarie riforme affinché anche loro adeguino i propri standard qualitativi.

Questo è ciò che come rappresentante di una importante realtà industriale in campo sanitario chiedo e auspico: un Sistema Sanitario in cui le regole siano certe e soprattutto uguali per tutte le 21 regioni.

Questo è ciò che come cittadino italiano chiedo e auspico: un Sistema Sanitario moderno, efficace ed efficiente, che possa garantire qualità e buona gestione in qualsiasi Ospedale del nostro Paese, indipendentemente dall’indirizzo di residenza. Un buon Sistema Sanitario, veramente “Nazionale”. La Riforma Costituzionale oggetto del referendum del 4 dicembre potrebbe aiutare in questa direzione.

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