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Risultati aggiornati di Fase III rafforzano il profilo di sicurezza ed efficacia di idarucizumab in situazioni di emergenza

· darucizumab ha inattivato immediatamente l’effetto anticoagulante di dabigatran nel 100% dei pazienti1

·Risultati aggiornati su 494 pazienti dal più vasto studio di valutazione, in situazioni d’emergenza/urgenza nella vita reale, di un farmaco che inattiva l’effetto di un nuovo anticoagulante orale1,2

·Risultati presentati al Congresso AHA  2016 

Ingelheim, Germania, 16 novembre, 2016 – Boehringer Ingelheim ha annunciato risultati aggiornati relativi a 494 pazienti che hanno partecipato allo studio in corso di Fase III RE-VERSE AD™, che ha dimostrato come la somministrazione di 5g di idarucizumab abbia inattivato immediatamente l’effetto anticoagulante di dabigatran.1 Idarucizumab è il primo e unico farmaco approvato che inattiva in maniera specifica l’effetto di un anticoagulante orale diverso dagli antagonisti della vitamina K (NOAC) e RE-VERSE AD™ è il più vasto studio, condotto su pazienti, di valutazione di un farmaco che neutralizza l’effetto di un NOAC.2-4 I risultati aggiornati sono stati presentati al Congresso 2016 dell’American Heart Association (AHA) che si tiene a New Orleans, Luisiana.1boehringer

RE-VERSE AD™ include  le tipologie di pazienti che i sanitari si trovano a trattare in situazioni di emergenza nella vita reale.2 Lo studio ha arruolato pazienti trattati con dabigatran, che hanno avuto un sanguinamento  non controllato o  che ha messo a rischio la vita del paziente (Gruppo A, n=298, 60%), o hanno avuto necessità di un intervento chirurgico urgente/procedura d’emergenza (Gruppo B, n=196, 40%).1 Tra questi, pazienti gravemente feriti o in serie situazioni patologiche (ad esempio pazienti con ferite multiple a seguito di incidente automobilistico, pazienti con aneurisma aortico o pazienti sottoposti a trapianto d’organo), che per questa ragione hanno avuto urgentemente necessità di neutralizzare l’effetto di dabigatran.2

L’endpoint primario, ovvero il grado di inattivazione dell’effetto anticoagulante di dabigatran ottenuto da idarucizumab entro quattro ore dalla somministrazione, misurato attraverso il tempo di trombina diluito (dTT) e il tempo di ecarina (ECT), è stato del 100%1,2, (IC al 95%, 100-100).1,2 Da notare che l’inattivazione è stata evidente subito dopo la somministrazione di idarucizumab.1 Per i pazienti nel Gruppo A con emorragia extracranica, il tempo mediano sino alla conferma dell’emostasi è stato di 3,5-4,5 ore, a seconda della sede anatomica.1 L’origine del sanguinamento è stata simile a quella riferita nella precedente analisi intermedia (45% gastrointestinale, 33% intracranica).1,5 Nel Gruppo B, il 93% dei pazienti ha avuto emostasi normale durante l’intervento e il tempo mediano intercorso sino all’ingresso in sala operatoria è stato di 1,6 ore dalla somministrazione di idarucizumab.1

Non sono emersi aspetti da segnalare riguardo alla sicurezza da attribuire a idarucizumab. Tutti gli eventi avversi gravi riferiti sono stati giudicati correlati al motivo originario o a co-morbilità, e non alla terapia in studio. Eventi trombotici si sono verificati nel 6,3% (31/494) dei pazienti entro 90 giorni dalla somministrazione di idarucizumab. Circa due terzi di questi pazienti non avevano ricevuto nessun anticoagulante prima dell’evento. La mortalità è stata del 12,3% (Gruppo A) e del 12,4% (Gruppo B) a 30 giorni, e del 18,7% (Gruppo A) e del 18,5% (Gruppo B) a 90 giorni.1

“La disponibilità di idarucizumab come farmaco specifico per inattivare l’effetto di dabigatran è uno sviluppo importante nella terapia anticoagulante e RE-VERSE AD™ è lo studio più consistente sul suo uso e sui suoi effetti nella vita reale” – ha commentato il Dottor Charles Pollack, Lead Investigator  di RE-VERSE AD™, Professore di Medicina d’Emergenza-Urgenza, Sidney Kimmel Medical College, Università Thomas Jefferson di Filadelfia – “Questi risultati confermano ulteriormente l’importanza per medici e pazienti dell’opzione terapeutica offerta da idarucizumab, farmaco che inattiva in maniera specifica l’effetto di dabigatran, che probabilmente verrà usato raramente visto il profilo di sicurezza di dabigatran”.

“Con questi risultati abbiamo una ricchezza di dati senza precedenti sull’uso e sugli effetti di idarucizumab in situazioni d’urgenza” – ha commentato il Professor Jörg Kreuzer, Vice Presidente Medicine, Therapeutic Area Cardiovascular di Boehringer Ingelheim – “Le conoscenze che forniscono questi risultati, unitamente al consolidato profilo di sicurezza di  dabigatran, fanno sentire i medici assolutamente tranquilli nello scegliere per i propri pazienti un NOAC che offre un nuovo livello di cura per i pazienti”.

 

Lo Studio RE-VERSE AD™

RE-VERSE AD™ è uno studio internazionale di fase III, tuttora in corso, che comprende pazienti in terapia con dabigatran che necessitano di un intervento d’emergenza/urgenza o hanno un sanguinamento non controllato.2 

L’analisi intermedia dello studio RE-VERSE AD™ ha  compreso i risultati in pazienti che hanno avuto necessità di un intervento chirurgico urgente/procedura d’emergenza, ad esempio   intervento chirurgico per frattura esposta a seguito di una caduta, o con complicanze emorragiche  non controllate, che ne abbiano messo a rischio la vita, ad esempio emorragia intracranica o trauma grave a seguito di un incidente automobilistico.2,5 L’endpoint primario, ovvero il grado di inattivazione dell’effetto anticoagulante di dabigatran ottenuto da idarucizumab entro quattro ore dalla somministrazione, è stato misurato attraverso il tempo di trombina diluito (dTT) e il tempo di ecarina (ECT).2

Lo studio, il primo di questo genere, è in corso da maggio 2014 e prevede l’arruolamento fino a 500 pazienti in oltre 35 Paesi.5,6 

Idarucizumab

Idarucizumab è un frammento di anticorpo umanizzato, o Fab, sviluppato come farmaco specifico per inattivare l’effetto di dabigatran.7 Idarucizumab si lega in maniera specifica esclusivamente alle molecole di dabigatran, neutralizzandone l’effetto anticoagulante senza interferire con la cascata della coagulazione.2,7 

Idarucizumab è un farmaco approvato nell’Unione Europea e negli Stati Uniti indicato per pazienti trattati con dabigatran qualora si renda necessario neutralizzarne l’effetto anticoagulante: 3,4

  • per procedure urgenti/interventi chirurgici d’emergenza;
  • in caso di sanguinamento non controllato o che possa mettere a rischio la vita del paziente.

 In altri Paesi idarucizumab è attualmente in fase d’esame da parte delle autorità regolatorie o sono in corso gli inoltri delle richieste di registrazione. Boehringer Ingelheim intende richiedere l’autorizzazione all’immissione in commercio per idarucizumab in tutti i Paesi in cui dabigatran è approvato.8 

Dabigatran etexilato

L’esperienza clinica con dabigatran supera i 5 milioni di anni/paziente per tutte le indicazioni per cui il farmaco è stato approvato nel mondo. Dabigatran è sul mercato da oltre 7 anni ed è approvato in più di 100 Paesi.8

 Le indicazioni per cui dabigatran è attualmente approvato sono le seguenti:9,10 

  • Prevenzione dell’ictus e delle embolie sistemiche in pazienti con fibrillazione atriale non-valvolare e almeno un fattore di rischio per l’ictus;
  • Prevenzione primaria di eventi di tromboembolismo venoso in pazienti che si sottopongono a chirurgia elettiva di sostituzione totale dell’anca o del ginocchio;
  • Trattamento di trombosi venosa profonda (TVP) ed embolia polmonare (EP) e prevenzione delle recidive di TVP ed EP negli adulti.

 Dabigatran, che è un inibitore diretto della trombina (IDT), è stato il primo farmaco di una nuova generazione di anticoagulanti orali ad azione diretta ad essere ampiamente approvato e disponibile sul mercato per rispondere a un forte bisogno insoddisfatto di terapie per la prevenzione e il trattamento delle malattie tromboemboliche acute e croniche. 9-11 Gli inibitori diretti della trombina ottengono potenti effetti antitrombotici, bloccando in maniera specifica l’attività della trombina, l’enzima centrale nel processo di formazione di coaguli (trombi). 12 A differenza degli antagonisti della vitamina K, che agiscono in maniera variabile tramite i diversi fattori della coagulazione, dabigatran realizza un’anticoagulazione efficace, prevedibile e riproducibile con basso potenziale di interazione con altri farmaci e nessuna interazione con il cibo, senza richiedere il monitoraggio regolare della coagulazione né aggiustamenti di dosaggio.11,13

Dabigatran è l’unico nuovo anticoagulante orale per cui esiste un farmaco approvato che ne inattiva in maniera specifica l’effetto. Idarucizumab è approvato nell’Unione Europea e negli Stati Uniti per l’impiego in pazienti adulti trattati con dabigatran, qualora si renda necessario inattivare rapidamente l’effetto anticoagulante prima di procedere con interventi chirurgici d’urgenza/interventi di emergenza o in caso di sanguinamento non controllato o che possa mettere a rischio la vita del paziente.3,4 

Boehringer Ingelheim

Il gruppo Boehringer Ingelheim è una delle prime 20 aziende farmaceutiche del mondo. Il gruppo ha sede a Ingelheim, Germania, e opera a livello globale con 145 affiliate e circa 47.500 dipendenti. Fondata nel 1885, l’azienda a proprietà familiare si dedica a ricerca, sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti innovativi dall’elevato valore terapeutico nel campo della medicina e della veterinaria. 

Operare in maniera socialmente responsabile è un punto centrale della cultura e dell’impegno di Boehringer Ingelheim. La partecipazione a progetti sociali in tutto il mondo, quali ad esempio l’iniziativa “Making more Health“, e l’attenzione per i propri dipendenti sono parte di questo impegno di responsabilità sociale, così come lo sono il rispetto, le pari opportunità e la conciliazione dei tempi di lavoro e della famiglia che costituiscono le fondamenta della mutua collaborazione fra l’azienda e i suoi dipendenti, e l’attenzione all’ambiente, alla sua tutela e sostenibilità, che sono sottese in ogni attività che Boehringer Ingelheim intraprende.

Nel 2015, Boehringer Ingelheim ha registrato un fatturato netto di circa 14,8 miliardi di euro e investimenti in ricerca e sviluppo pari al 20,3% del suo fatturato netto.

Ulteriori canali di comunicazione

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