Un test innovativo per i tumori del colon-retto

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Roma, 27 ott. – Parte da Meldola (Forli’) un innovativo test, presentato in una conferenza stampa, che potrebbe rivoluzionare la diagnostica per il tumore del colon-retto, frutto di una collaborazione tra l’Irst, uno dei principali Centri per la Ricerca Scientifica e Tecnologica in Italia, e Diatech, l’unica azienda in Italia che svolge attivita’ di ricerca e sviluppo in ambito farmacogenetico.

Per questo tumore la sopravvivenza e’ direttamente correlata con lo stadio al momento della diagnosi. E’ quindi evidente come una diagnosi precoce sia fondamentale nel ridurre la mortalita’. Valutando la quantita’ e l’integrita’ del Dna estratto dalle feci si potrebbe ottenere una diagnosi molto anticipata e soprattutto molto piu’ realistica di quanto non si ottenga con l’esame del sangue occulto (Fobt) spesso falsamente positivo o negativo. Il test attualmente in uso rileva infatti il sangue presente nelle feci. E’ pero’ accertato che la presenza di tale sangue non e’ continua ma intermittente, e che non tutti i tumori, soprattutto in fase iniziale, ne provocano una perdita e quindi possono essere rilevati dal test Fobt.
Il nuovo test invece pesa e analizza il Dna delle cellule di esfoliazione del colon presenti nelle feci. Poiche’ tale esfoliazione avviene in maniera continua, questa metodica di biologia molecolare sembra in grado, secondo i risultati dei test preliminari, di identificare con altrettanta sensibilita’ i pazienti con neoplasia ad uno stadio iniziale, evitando inoltre molti risultati falsamente positivi. L’elevata specificita’ e sensibilita’ dimostrate durante gli studi hanno incoraggiato lo sviluppo e il brevetto di un primo prototipo di kit di diagnosi denominato ‘Fluorescente Long Dna’ (FL-DNA), che ora verra’ testato e validato su un’ampia casistica di campioni da donatori, in collaborazione con le Unita’ Operative di Prevenzione Oncologica di Forli’ e Ravenna. L’obiettivo, visti anche i costi contenuti del test, e’ quello di affiancare o addirittura sostituire le metodiche attualmente in uso, migliorando la qualita’ e l’accuratezza dei programmi di prevenzione oncologica per i tumori del colon-retto, che rappresentano una delle principali cause di mortalita’ neoplastica in tutti i Paesi occidentali e, in generale, in tutti i paesi ad alto sviluppo tecnologico (circa 20.000 morti all’anno e 40.000 nuovi casi, in Italia e’ la seconda neoplasia per mortalita’ ed incidenza: 12-14% di incidenza e 10-15% di mortalita’ dei tumori colorettali in uomini e donne sul totale dei tumori). ‘Dai primi risultati – ha spiegato il dott. Daniele Calistri, responsabile del laboratorio di Biologia Molecolare IRST di Meldola – sta emergendo come questo test potrebbe essere un valido marcatore non invasivo di diagnosi precoce. Nei due precedenti studi caso-controllo, condotti dal laboratorio di Bioscienze del’IRST e pubblicati su importanti riviste scientifiche internazionali, e’ stato dimostrato come questa metodica sia in grado di identificare circa l’80% dei pazienti con neoplasia evitando allo stesso tempo risultati falsamente positivi (meno del 10%)’. L’esecuzione del test molecolare – ha sottolineato – ‘non prevede aggravi o problemi per i pazienti poiche’ l’analisi verra’ effettuata utilizzando lo stesso materiale biologico normalmente raccolto per il test Fobt’.

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