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Igiene orale e funzionalità cerebrale: negli over 60 il legame è forte

Un nuovo studio sembra suggerire che una buona cura dei denti (usare lo spazzolino dopo ogni pasto, visitare il dentista regolarmente), puo’ aiutare gli adulti a mantenere intatte le loro abilita’ mentali.

Porphyromonas gingivalis

Porphyromonas gingivalis

Un gruppo di ricerca americano ha infatti scoperto che gli adulti di piu’ di 60 anni con i livelli piu’ alti del patogeno Porphyromonas gingivalis avevano tre volte piu’ probabilita’ di non riuscire a tenere a mente una sequenza di tre parole rispetto agli adulti con i livelli piu’ bassi dello stesso patogeno. Il Porphyromonas gingivalis e’ un microbo che causa infezioni e parodontiti. Il dottor James M. Noble del Columbia College of Physicians and Surgeons di New York City e i colleghi hanno anche scoperto che gli adulti con i piu’ alti livelli di questo patogeno avevano il doppio delle probabilita’ di sbagliare delle sottrazioni complesse.

Questi risultati, pubblicati dalla rivista Journal of Neurology, Neurosurgery, and Psychiatry, si basano su oltre 2.300 uomini e donne sottoposti a test per vedere se soffrivano di periodontite e a cui e’ stato chiesto di completare una serie di prove che misurano le abilita’ mentali. I soggetti prendevano parte al piu’ vasto studio chiamato National Health and Nutrition Examination Survey III, che ha avuto luogo tra il 1991 e il 1994. Nel complesso, il 5,7% degli adulti aveva problemi a completare alcuni test di memoria e il 6,5% non e’ riuscito nelle sottrazioni complesse. I risultati a questi test erano scarsi soprattutto nelle persone con i piu’ alti livelli di patogeni nella bocca. Gia’ altre ricerche hanno stabilito una forte associazione tra la salute orale e le malattie di cuore, l’ictus e il diabete, nonche’ l’Alzheimer. La malattia gengivale potrebbe influire sulla buona funzionalita’ del cervello tramite diversi meccanismi, secondo l’equipe del dottor Noble; per esempio, scatenando uno stato di infiammazione in tutto il corpo. In un commento che accompagna la pubblicazione dello studio, il dottor Robert Stewart, del King’s College London, afferma che “questa ricerca si unisce alle prove sempre piu’ numerose che collegano la salute della bocca e dei denti alla funzionalita’ cerebrale”.


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