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Quale futuro per il nostro Servizio Sanitario Nazionale

CEIS, Il Sole 24 Ore Sanità e Janssen insieme per contribuire alla riflessione sul futuro dell’assistenza sanitaria del nostro Paese.

Partendo da uno studio dell’Economist Intelligence Unit sul futuro dei servizi sanitari in Europa, il documento del CEIS approfondisce e profila gli scenari più probabili per il nostro Servizio Sanitario Nazionale nei prossimi vent’anni.

Cologno Monzese, 19 novembre 2012 – Tre partner d’eccezione: CEISCentre for Economic and International Studies dell’Università Tor Vergata di Roma, Il Sole 24 Ore Sanità e Janssen Italia insieme per la recente pubblicazione “Il futuro del Servizio Sanitario in Europa e in Italia. I Report di Economist e CEIS Tor Vergata” in cui vengono illustrate le possibili evoluzioni della sanità italiana in rapporto a quelle più complessive della UE. Un’iniziativa importante per promuovere il confronto tra decisori politici, industria del settore farmaceutico, ricercatori, operatori sanitari e pazienti.

Diversi i fattori rilevabili in tutto l’Occidente industrializzato che giocheranno un ruolo nell’evoluzione dell’assistenza sanitaria in Europa, come il progressivo invecchiamento della popolazione, l’aumento della cronicità e la diminuzione delle risorse disponibili, economiche ma non solo.

È su questa base che il Rapporto realizzato recentemente dall’Economist Intelligence Unit e l’indagine del CEIS coordinata dal Professor Federico Spandonaro, analizzano le sfide che i Sistemi Sanitari europei, ed in particolare quello italiano, sono chiamati ad affrontare: di sicuro una delle elaborazioni più interessanti degli ultimi anni.

Lo Studio dell’Economist

L’Economist ha avviato la propria riflessione individuando 7 “trend destinati ad assumere – nei prossimi 20 anni – un peso sempre più importante e ad incidere fortemente sull’evoluzione dei Servizi Sanitari in Europa: la progressiva crescita della spesa sanitaria, la razionalizzazione dell’assistenza sanitaria, la maggiore importanza dei medici di medicina generale e delle politiche diprevenzione attraversouna più efficace promozione degli stili di vita salutari, maggiori e più trasparentiinformazioni sanitarie, pazienti sempre più consapevoli e protagonisti, meno burocrazia e maggiore liberalizzazione delle professioni sanitarie.

L’Economist ha quindi delineato 5 scenari.

  • “Il trionfo della tecnologia”: la tecnologia trionfa nella cura delle malattie croniche e l’e-health assume un ruolo preminente nella gestione delle cure sanitarie;
  • l’“Europa Unita”: gli Stati europei uniscono le proprie forze per creare un unico Servizio Sanitario pan-europeo;
  • “Prima di tutto il benessere” (Wellness): la promozione di sani stili di vita e le politiche prevenzione diventano prioritarie rispetto alla cura delle malattie;
  • “Attenzione alle vulnerabilità”: i Servizi Sanitari europei si focalizzano sui soggetti più vulnerabili della società, dove il concetto di vulnerabilità si allarga fino ad includere interi Paesi dell’Europa dell’Est con basse aspettative di vita;
  • “Laissez-Faire”: gli Stati europei privatizzano tutte le cure e le prestazioni sanitarie, compreso il loro finanziamento.

 

Il Contributo del CEIS

Se lo studio dell’Economist rappresenta un’elaborazione senz’altro originale e suggestiva, il merito del CEIS è quello di aver analizzato ed elaborato le possibili evoluzioni del Sistema Sanitario italiano considerando quelli che sono i trend e i fattori maggiormente caratterizzanti il nostro Paese: primo fra tutti una popolazione tra le più anziane del mondo, ma ancheun Servizio Sanitario “universalistico” con forti resistenze a modificare gli attuali criteri di equità e il sistema di finanziamento, l’assenza di un pilastro assistenziale privato.

Dall’analisi emerge in particolare in due degli scenari dipinti dall’Economist (“Il trionfo della tecnologia” e “Prima di tutto il benessere”) – che l’Italia potrebbe ricoprire un ruolo di leadership nell’evoluzione della tutela della salute in Europa. Su questa prospettiva però pesa l’incognita della crisi economica e della capacità della Politica di reagire all’attuale situazione congiunturale, recuperando il gap che il nostro Paese ha accumulato rispetto agli altri Paesi fondatori dell’Unione. In questo contesto la Sanità potrebbe giocare un ruolo di traino qualora considerata non soltanto una voce di spesa, ma un’opportunità di investimento e sviluppo.

“Il futuro del Servizio Sanitario in Europa e in Italia. I Report di Economist e CEIS Tor Vergata” è la prima pubblicazionedi una collana chiamata “Sanità: scenari, prospettive”. Il prossimo numero sarà dedicato ad un’ulteriore riflessione sui contenuti emersi dal lavoro del CEIS, coinvolgendo nel dibattito nuovi interlocutori che possano, con il loro apporto, arricchire l’analisi e le proposte del primo documento. “L’obiettivo – ha dichiarato Massimo Scaccabarozzi, Presidente e Amministratore Delegato di Janssen Italia – è quello di continuare a stimolare il dibattito sul futuro del nostro Servizio Sanitario, con aggiornamenti biennali, grazie alla creazione di un “think tank” permanente, che esuli dal contingente e che possa contribuire allo Sviluppo della Sanità del futuro”.

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