PSA e tumore alla prostata: occh…

Ogni anno in Italia si re…

Cancro: scienziati trovano come …

Gli scienziati trovano il…

Demenza frontotemporale: la muta…

C'è un difetto nelle vie …

Dormire meno di sei ore a notte,…

Dormire meno di 6 ore aum…

Il #Parkinson 'in vitro'

Riprodotte in laboratorio…

Sordita': danno ossidativo causa…

La perdita dell'udito che…

Un vaccino contro un'infezione m…

Un nuovo vaccino potrebbe…

Cervello: mappata la rete neural…

Le mappe complete di esp…

Giornata Mondiale del Diabete: u…

Ci si avvia verso i 5 m…

Giornata mondiale dell'autismo: …

''Gli autistici sono per…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Tessuto vascolare rigenerato con cellule staminali

Super-staminali modificate in laboratorio sono riuscite a rigenerare tessuto vascolare, in particolare i vasi del sangue.

Gli scienziati del Mit (Massachusetts Institute of Technology) sono riusciti a potenziare l’abilita’ delle ‘cellule bambine’ di rigenerare i tessuti, equipaggiandole con i geni che producono fattori di crescita extra (quei composti naturali che stimolano la crescita dei tessuti). Cosi’, in uno studio sui topolini, gli scienziati hanno scoperto che le stuper-staminali hanno generato nuovi vasi vicino al sito di una lesione, permettendo al tessuto danneggiato di sopravvivere.
I ricercatori hanno deciso di verificare se speciali staminali super-potenziate possono essere usate davvero per aiutare a superare un infarto. Cosi’ il team diretto da Daniel Anderson ha rimosso le cellule ‘bambine’ dal midollo di un topo, usando poi nanoparticelle sviluppate ad hoc per liberare il gene del fattore di crescita Vegf (vascolare-entoteliale). Infine le super-staminali sono state impiantate nell’area danneggiata. Queste speciali nanoparticelle biodegradabili, che gli scienziati del Mit hanno gia’ sperimentato per liberare nel punto desiderato le terapie anticancro, sono ritenute piu’ sicure dei virus spesso usati per veicolare la terapia genica.
Benche’ i risultati ottenuti sui topi siano definiti promettenti su ‘Prooceedings of the National Academy of Sciences’, la tecnica necessita di ulteriori miglioramenti prima di poter iniziare un trial simile sull’uomo, concludono i ricercatori.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!