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Topolina Einstein, la piu’ intelligente del suo genere: Hobbie-J

Hobbie-J

Hobbie-J

E’ fotografata con il musetto sopra un grosso libro, come se lo stesse leggendo, la ‘topolina Einstein’: il ratto più intelligente del mondo, creato da scienziati americani e cinesi grazie all’ingegneria genetica. L’animale, una femmina bianca e nera ‘battezzata’ Hobbie-J in onore del personaggio di un libro a fumetti cinese, promette di battere perfino la Minnie di Walt Disney quanto ad acutezza e prontezza mentale. Questo perché i ricercatori sono riusciti a potenziare al massimo l’espressione di un gene che aiuta le cellule cerebrali a comunicare fra loro, in appena una frazione di secondo.

A descrivere le caratteristiche della ‘topolina Einstein’ sono i ricercatori del Medical College della Georgia (Usa) e dell’East China Normal University (Cina). L’animale transgenico, scrivono su ‘Plos One’, è in grado di ricordare i nuovi oggetti – ad esempio dei giochini – tre volte più a lungo rispetto a un ratto normale appartenente alla sua stessa specie, considerata fino ad ora la più intelligente. “E’ come aver preso Michael Jordan per trasformarlo in un super-Michael Jordan”, spiega Deheng Wang, primo autore dello studio, alludendo alle prestazioni già strepitose del fuoriclasse della pallacanestro statunitense.

Non solo, Hobbie-J surclassa i rivali anche in operazioni più complesse, come ricordare il percorso fatto per arrivare a un premio a base di cioccolata. In pratica, il team americano di Joe Tsie e quello cinese di Xiaohua Cao ha scoperto che il gene NR2B è un interruttore universale per la formazione della memoria. E dunque potrebbe essere un bersaglio di farmaci per migliorare la capacità di ricordare nelle persone sane, o per aiutare quelle affette da demenza.

I ricercatori hanno modificato l’espressione del gene, mantenendolo a livelli tipici dei giovanissimi: con la pubertà, infatti, questi si riducono e diventa prevalente la controparte (NR2A). Ma la forma giovanile è quella che potenzia apprendimento e memoria, ecco perché i giovani tendono a fare meglio entrambe le cose, commenta Tsien.

Ma anche i ‘super-topi’ hanno i loro limiti. “Sono ratti, dopotutto”, nota Tsien, sottolineando che se passa troppo tempo anche la ‘topolina Einstein’ dalla memoria eccezionale finisce per dimenticare la soluzione giusta per arrivare al cioccolato.

“Non possiamo trasformarli in geni della matematica”, conclude, precisando che a contare è anche la dimensione del cervello. Con buona pace dell’animaletto. Che in ogni caso, secondo i suoi creatori, potrà aprire la strada a una nuova generazione di ‘cavie’ da laboratorio super-intelligenti, più utili agli scienziati.

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