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Tumori: nanocapsule come soldati: distruggono le cellule infette, curano e guariscono

(ANSA) – SESTO SAN GIOVANNI (MILANO) – Nanocapsule come microscopici ‘ospedali da campo’ inviati al seguito di ‘operazioni di guerra’ per curare e guarire. Le guerre sono quelle combattute ogni giorno contro il cancro, ma dove ormai sono usate tecnologie d’avanguardia: le nanocapsule, appunto.

nanocapsule, fluorescenza rossa

nanocapsule, fluorescenza rossa

Ne ha parlato a Sesto San Giovanni, al 51/o Congresso della Societa’ Italiana di Cancerologia, Mauro Ferrari, scienziato italiano fra i piu’ grandi esperti mondiali di bioingegneria. Ferrari, che lavora al MD Anderson di Houston, ha aperto i lavori con una special lecture su ‘Nanomedicine: A View from the Trenches’, tanto per sottolineare che si tratta di una sorta di guerra di trincea (trench).
Le nanoparticelle – spiega Adriana Albini, direttore scientifico dell’IRCCS Multimedica e presidente del Congresso – hanno le dimensioni di una proteina (nanometro e’ un miliardesimo di metro, centomila volte piu’ sottile di un capello) e sono quindi in grado di confrontarsi con la cellula. Hanno 4 prerogative: possono essere inviate, attraverso il sangue, direttamente sulle cellule tumorali e qui fungere da vere ‘stazioni’ di attracco. Una volta aperto il varco con la cellula, possono introdurre il farmaco capace di distruggerla. Possono portare con se’ un segnale fluorescente, per indicare in ogni momento la loro posizione. Possono, infine, rilasciare un messaggio che segnali ‘missione compiuta’. Sono realizzate con materiali diversi: oro (che una volta entrato nella cellula puo’ essere riscaldato e uccidere il tumore per termoablazione), silicio, carbonio, titanio o, piu’ semplicemente, materiale polimerico come quello dei liposomi, microsfere cave che possono trasportare il farmaco all’interno. Finora, per veicolare i farmaci sono stati utilizzati i virus che, specializzati nel trasportare sequenze geniche, non verranno abbandonati, perche’ fanno cose diverse. Ferrari ha pubblicato su Nature alcuni studi su nanoparticelle specifiche per l’angiogenesi, cioe’ in grado di bersagliare i vasi che il tumore crea per potersi nutrire.

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