L'ormone FSH, promettente marcat…

[caption id="attachment_9…

Plasticità della pelle: individu…

Individuata la proteina '…

Proteina anti-fame per curare l'…

Trovata un nuova via per …

Epilessia - L'allarme del Presid…

la Lega Italiana contro l…

Un modello del cervello come "ma…

La visione tradizionale d…

Di corsa verso il benessere. Com…

Runner, calciatore, sciat…

I geni che programmano i comport…

Una ricerca ha individuat…

Cellule nervose ottenute da cell…

Un gruppo di scienziati …

HIV: battere il virus nella repl…

La replicazione dell'Hiv …

Nuovo ampio studio per valutare …

• E’ stato arruolato il p…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Biomateriali che aiutano la ricrescita dei vasi sanguigni in tessuti danneggiati

Garcia e il biomateriale, l'hydrogel

Ricercatori del Georgia Institute of Technology hanno ideato bio-materiali che permettono la ricrescita più rapida dei vasi sanguigni in tessuti danneggiati, iniettabili senza bisogno di interventi chirurgici. Si chiamano “hydrogel” i polimeri sintetici sviluppati dal team del bioingegnere Andy Garcia (nella foto) e sono delle strutture rivoluzionarie nel campo della medicina rigenerativa, utili come terapia nelle patologie delle arterie periferiche, nelle ischemie e per aumentare la sopravvivenza nei trapianti di cellule e tessuti. Il vantaggio di queste “impalcature” è dato dalla biocompatibilità con i tessuti umani, da una capacità maggiore di sostenere i vasi sanguigni e di funzionare come “serbatoi” semi-liquidi che rilasciano gli amminoacidi necessari a stimolare la ricrescita di vene, arterie e capillari.

Questi piccoli impianti sono biodegradabili, si disintegrano lasciando posto agli altri tessuti una volta raggiunto il loro scopo. Che stando agli esperimenti di laboratorio sembra sia ottenuto con risultati migliori: le micro-Tac hanno infatti mostrato un aumento fino a 6 volte della densità vascolare in 2 settimane e 12 volte in 4 settimane.

Secondo Garcia, l’innovazione è garantita dalla possibilità “di accedere alle zone da trattare in modo minimamente invasivo, iniettando la soluzione attraverso la pelle e senza chirurgia”. (ASCA)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Archivi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: