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(Con video) Il battito del cuore diverso tra uomini e donne, giovani e anziani

Quando batte, il cuore sembra ballare un twist, ma non tutti seguono lo stesso ritmo. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Circulation: Cardiovascular Imaging, la rivista dell’American Heart Association. Grazie ad un’innovativa tecnica di imaging, un gruppo di ricerca coordinato da Daniela Föll dello University Hospital Freiburg (Friburgo, Germania) è riuscito ad osservare con estrema precisione i movimenti del cuore, scoprendo sorprendenti differenze tra uomini e donne, giovani e anziani.


Utilizzando una tecnica per  l’analisi  funzionale dei tessuti nota come tomografia a risonanza magnetica (o imaging a risonanza magnetica, Mri), i ricercatori hanno fotografato il movimento del ventricolo sinistro di 29 uomini e 29 donne appartenenti a tre diversi gruppi di età: dai 20 ai 40 anni, dai 41 ai 60, oltre i 60. La Mri, fornendo immagini ogni 14 millisecondi (0,014 secondi), ha permesso di ricostruire con il massimo dettaglio tutti i movimenti del ventricolo sinistro durante le fasi di contrazione e rilassamento. In un cuore in buona salute, la base del ventricolo ruota cambiando direzione sino a sei volte per ogni battito. La punta del ventricolo, invece, si muove in verso anti-orario durante le contrazioni e orario quando si rilassa.

Osservando le immagini, i ricercatori hanno scoperto che i movimenti ventricolari cambiano molto  con l’età e il sesso dei volontari. Rispetto a quello maschile, ad esempio, il vertice del ventricolo femminile ruota di meno durante le fasi di contrazione. Tra i più giovani, inoltre, i movimenti del ventricolo lungo il suo asse verticale sono più veloci nelle donne che negli uomini, una differenza che però si inverte nelle persone anziane. Infine i ricercatori hanno osservato che, contrariamente a quanto dimostrato dai precedenti studi, la velocità di rotazione del vertice del ventricolo diminuisce con l’età. Le differenze rilevate sono ancora più sorprendenti perché sembrano non dipendere dall’anatomia del ventricolo né dalla pressione sanguigna.

“Queste informazioni possono aiutare la diagnosi delle malattie cardiache sin dai primi stadi –  afferma Daniela Föll – Conoscere i movimenti e le velocità delle diverse regioni del ventricolo è essenziale per riconoscere il comportamento di un cuore malato”. Ma i risultati mostrano anche la necessità di ripensare gli studi sulla funzionalità cardiaca e le diagnosi mediche prendendo in considerazione sia il sesso sia l’età dei pazienti.

Riferimenti: Circulation: Cardiovascular Imaging  doi:10.1161/CIRCIMAGING.108.813857

Galileonet.it

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