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AIDS: Esperti confermano validita’ di un inibitore dell’integrasi

Si aprono a ventaglio le prospettive di utilizzo di raltegravir, da un anno in fase III capostipite di una nuova famiglia di farmaci antiretrovirali per il trattamento dell’infezione da Hiv, virus dell’Aids. Ne hanno parlato oggi al San Raffaele di Milano gli specialisti della Societa’ Italiana di Virologia Medica (Sivim) nel corso della giornata di apertura del 4/o Congresso nazionale.
”Si tratta del primo farmaco inibitore dell’integrasi, che impedisce cioe’ al virus di integrarsi nel Dna della cellula infettata”, spiega Guido Antonelli, professore di Virologia all’ Universita’ La Sapienza di Roma e presidente del Congresso insieme a Massimo Clementi e Adriano Lazzarin del San Raffaele.

Un farmaco che ”ha dato ottimi risultati – continua il virologo – nei pazienti che avevano sviluppato resistenze alla terapia convenzionale, e anche molto ben tollerato e con pochi effetti collaterali”. Cosa, quest’ultima, ”che ha un grande significato – secondo Clementi, primario del laboratorio Virologia e Microbiologia del San Raffaele – in una malattia che da acuta e’ diventata cronica, dove i farmaci devono essere utilizzati costantemente, per lunghissimi periodi”.

”Raltegravir ci ha poi dato la possibilita’ – prosegue Antonelli – di formulare altre combinazioni nella terapia a tre farmaci; e ora si sta pensando alla possibilita’ che questo farmaco possa essere somministrato, con cautela, in una terapia a due, una volta che saranno acquisiti nuovi dati dalle moltissime sperimentazioni in corso”.

Frutto della ricerca italiana, Raltegravir e’ nato alcuni anni fa nei laboratori dell’ Istituto IRBM di Pomezia (all’ epoca braccio italiano di Merck Sharp & Dome), che e’ stato recentemente riavviato, dopo che l’imprenditore romano Piero Di Lorenzo l’ha acquisito dalla multinazionale d’oltre oceano che l’anno scorso aveva annunciato di volerlo chiudere. (ANSA).

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