Al via la seconda edizione del p…

Roma, 6 maggio 2013 – In …

Percorsi di cura oltre la malatt…

Controlli clinici e perco…

Cannabis: assunta in età adolesc…

La dipendenza da marijuan…

Il biosimilare è la chiave per c…

Roma, 13 aprile 2015 - “N…

Allarme depressione: riguarda un…

[caption id="attachment_9…

Progetto 'Blue Brain': il 2030 s…

[caption id="attachment_7…

Lo schema di movimento dagli ani…

Nella ricerca di cibo, i …

ADUC: USA stanzia 4,5 mld per un…

NeoStem, con base nel New…

Diabete di tipo 2, altra risorsa…

Accanto all'insulina, pot…

Come si adatta il cervello allo …

Come si adatta il cervell…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Epatocarcinoma: perche’ gli uomini sono piu’ esposti

In un modello murino dell’epatocarcinoma indotto dall’epatite, la ricerca ha mostrato come il silenziamento dell’AR sia in grado di sopprimere il tumore

I dati epidemiologici del mondo occidentale mostrano che il tumore del fegato colpisce con maggiore prevalenza i soggetti maschi. Ora una ricerca svolta presso l’Università di Rochester sembra aver individuato la ragione di tale fenomeno, almeno in parte, nel recettore per gli androgeni, più attivo negli uomini, e nel suo legame con il virus dell’epatite. B.

Il cancro primario del fegato è il quinto tumore più comune nel genere maschile e spesso è dovuto all’infezione da epatite B. Altri studi hanno individuato quali fattori di rischio l’età, il fumo e l’abuso di alcol e sigarette, ma questi studi epidemiologici non hanno mai individuato il meccanismo cellulare all’a base dell’insorgenza della malattia e perché gli uomini vi siano più suscettibili.

Chawnshang Chang, professore di Patologia dell’Università del Rochester Medical Center, ha mostrato che il recettore per gli androgeni (AR), una proteina che media i segnali biochimici degli ormoni sessuali maschili, è in grado di promuovere il tumore del fegato alterando la replicazione del virus in caso di infezione del virus dell’epatite B.

In un modello murino dell’epatocarcinoma indotto dall’epatite, Chang ha mostrato come il silenziamento dell’AR sia in grado di sopprimere il tumore.

“Il nostro studio è la prima prova in vivo in grado di dimostrare una connessione diretta tra malattia e recettore per gli androgeni”, ha spiegato Chang, che firma in proposito un articolo sulla rivista Science Translational Medicine. “”Ciò è importante perché finora la maggior parte del lavoro si è focalizzato sull’eliminazione totale dei livelli sierici di androgeni, una terapia che ha fornito una percentuale di successi molto limitata”.

0 0 vote
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Archivi

0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x