Spiegata correlazione tra emicra…

[caption id="attachment_5…

Un software per liberare i ricer…

Scienziati finanziati dal…

Ketamina: molecola con poteri a…

[caption id="attachment_8…

Neuroni specializzati nella dist…

Alcune ricerche condotte…

Tumori: il DNA con l'età perde l…

Con l'invecchiamento il D…

Nanoparticelle magnetiche 'frigg…

'Friggere' le cellule tum…

Genova, convegno internazionale …

[caption id="attachme…

Trapianto di polmone da donatore…

Al Policlinico di Milano …

AIDS: la FDA approva la prima pi…

La Food and Drug Administ…

Alzheimer: scala le classifiche …

Fino a oggi l’Alzheimer s…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Cellule staminali come microprotesi composte per riparare danni cerebrali

“Finora le uniche terapie efficaci per leucemie, ustioni, danni alla cornea, malattie ossee sono state realizzate con cellule adulte”. Così Angelo Vescovi, direttore scientifico dell’Istituto di genetica “Mendel” di Roma e dell’Istituto “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo in apertura della seconda giornata del 23* Congresso Internazionale dell’Ordine dei Biologi. Le cellule staminali sono “cellule primitive e indifferenziate, presenti nel corpo umano sin dall’epoca embrionale, che hanno la caratteristica di rinnovarsi, generando cellule figlie identiche a quelle che le hanno originate”, spiega Vescovi.

Le “staminali adulte vengono dette multipotenti perché hanno già avviato il processo differenziativo, ossia la capacità di specializzarsi in un determinato tessuto – aggiunge l’esperto -. Servono a rinnovare e riparare le cellule del sangue, del muscolo e di tutti gli organi che hanno esaurito il loro ciclo vitale”.

“Sono già state effettuate delle sperimentazioni su ratti, scimmie e maiali con risultati positivi – afferma Vescovi – poiché le cellule staminali umane introdotte negli animali hanno ricostruito il tessuto danneggiato”. A tal proposito il laboratorio Vescovi ha ideato la ricostruzione delle fibre neuronali con dei micro-canali fatti da staminali su supporti di nano fibre. Questi canali altro non sono che dei supporti per la ricostruzione. “Le nano fibre costituiscono dei micro-canali di materiale riassorbibile che servono come supporto per la crescita delle staminali. Si tratta, dunque, di una protesi composta”. Se hai una lesione complessa, continua Vescovi, “è impossibile che una sola molecola possa riparare tutto, bisogna necessariamente creare protesi composte. Perché ogni parte della protesi svolge una funzione diversa, meccanica e anche biologica, permette alla cellula di sopravvivere, e contemporaneamente di ricostruire le strutture danneggiate”. (ASCA)

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!