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Leucemia mielogena acuta: la firma chimica sulla formazione di questo tumore


La “firma chimica” scoperta consiste in una massiccia metilazione del DNA che determina un funzionamento anomalo dei geni, determinando l’insorgenza di questo tumore.
Un nuovo inaspettato meccanismo d’insorgenza della leucemia mielogena acuta (AML), una forma tumorale che colpisce il sangue e il midollo osseo, è stato individuato grazie a una ricerca svoltasi presso il Weill Cornell Medical College di New York il cui resoconto è pubblicato sulla rivista Cancer Cell.

Il risultato è frutto di un ampia collaborazione internazionale di ricerca che aveva l’obiettivo di effettuare uno screening genetico su 750 pazienti affetti da AML reclutati in Europa e negli Stati Uniti per individuare mutazioni ricorrenti in grado di trasformare le cellule ematopoietiche del midollo osseo.

Utilizzando metodi di calcolo al computer estremamente potenti su milioni di dati, si è riusciti a evidenziare una specifica “firma chimica” nei genomi dei pazienti con mutazioni a carico degli enzimi denominati IDH1 e IDH2 che sono frequentemente associate all’AML.

Tale firma consiste in una massiccia metilazione del DNA che determina un funzionamento anomalo dei geni, che causa l’insorgenza dell’AML. Le mutazioni a carico degli enzimi IDH1 e IDH2 impedisce infatti l’azione di rimozione della metilazione da parte del fattore protettivo denominato TET2.

Oltre a ciò, si è trovato che molti pazienti avevano una differente mutazione in grado di inattivare lo stesso TET2: l’effetto finale è la presenza della stessa metilazione dei DNA prodotta dalla mutazione a carico degli enzimi IDH1 e IDH2.

“Uno degli aspetti più sorprendenti messi in luce dallo studio è che gli enzimi IDH1 e IDH2, normalmente coinvolti nel metabolismo energetico e che si trovano distanti da DNA e fuori dal nucleo cellulare, possono influenzare il DNA”, ha commentato Ari Melnick, autore senior dello studio.

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