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Febbre tifoidea: ottimi risultati vaccino coniugato Novartis

Sono positivi i risultati dello studio clinico di fase I per il vaccino coniugato contro la febbre tifoide, frutto della collaborazione tra il Novartis Vaccines Institute for Global Health (NVGH), l’istituto vaccinogeno a missione umanitaria che ha messo a punto e sviluppato il prodotto, l’Associazione Sclavo e la Fondazione Monte dei Paschi, co-finanziatori del progetto di ricerca, l’Azienda Ospedaliera Senese e l’Universita’ di Siena.

Lo studio clinico, effettuato presso il centro per la valutazione dei vaccini dell’Universita’ di Anversa, aveva l’obiettivo di valutare la tollerabilita’ e la immunogenicita’ del vaccino coniugato in 50 volontari adulti di eta’ compresa tra i 18 e 40 anni cui e’ stata somministrata una singola dose del nuovo vaccino coniugato o del vaccino polisaccaridico attualmente in commercio e utilizzato come controllo. I risultati dello studio, altamente positivi, indicano che il vaccino sviluppato da NVGH e’ ben tollerato (non si sono registrati eventi avversi clinicamente significativi durante i sei mesi di monitoraggio clinico) ed induce una risposta immunologica significativamente superiore rispetto al vaccino del commercio.

Sulla base di questi dati si potra’ rapidamente procedere alla valutazione del profilo clinico del nuovo vaccino nelle popolazioni dei paesi del sub continente indiano ove la febbre tifoide e’ endemica e il vaccino verra’ utilizzato. La febbre tifoide costituisce una delle principali cause di malattia e morte con oltre 21 milioni di casi l’anno in tutto il mondo e circa 600 mila decessi; l’incidenza della malattia e’ particolarmente elevata nei paesi del sud dell’Asia. Nelle aree ad alta endemicita’, dove le condizioni igienico-sanitarie sono scadenti, i bambini rappresentano la fascia di eta’ con il maggior rischio di malattia. In passato il trattamento antibiotico si era dimostrato efficace, ma oggi la sua efficacia si e’ molto ridotta a causa dell’insorgenza di fenomeni di resistenza ai farmaci. I vaccini attualmente disponibili contro il tifo purtroppo non possono essere somministrati ai bambini di eta’ inferiore a due anni, che costituiscono una delle fasce di eta’ a maggior rischio, e pertanto le organizzazioni sanitarie internazionali come l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ auspicano lo sviluppo di nuovi vaccini che possano superare i limiti di quelli attuali. Il vaccino coniugato messo a punto da NVGH e’ costituito da una molecola di natura polisaccaridica, che e’ naturalmente presente sulla superficie del batterio, la quale viene resa piu’ immunogenica attraverso il legame con una proteina ‘carrier’ gia’ ampiamente utilizzata in altri vaccini infantili –
AGI – Salute

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