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Tumori alla prostata: rivisti parametri test PSA

La velocita’ con cui il Psa, l’antigene monitorato per scovare il cancro alla prostata, cresce nel sangue non e’ un fattore di rischio affidabile.

Lo afferma uno studio pubblicato dal bollettino del National Cancer Institute americano, secondo cui questo tipo di test porta a molte biopsie inutili nei pazienti. I ricercatori del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York hanno raggiunto questa conclusione analizzando i dati di 5.500 uomini sopra i 55 anni di cui sono stati misurati i livelli di crescita della Psa e a cui e’ stata fatta una biopsia dopo 7 anni.

I criteri tradizionali considerano a rischio una crescita superiore agli 0,35 nanogrammi per millilitro l’anno, ma secondo lo studio questo parametro non e’ sufficiente, e una volta tenuto conto di fattori come la linea di base del livello di Psa, la razza e l’eta’ del paziente non ci sono indicazioni sulla correlazione con il cancro. “Se si usa questo fattore di rischio da solo almeno una biopsia su sette e’ inutile – hanno spiegato gli autori – questo studio conferma che e’ necessario fare piu’ ricerca per trovare indicatori piu’ efficaci”.

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