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Infarto: individuate altre tredici mutazioni genetiche

Tredici nuove mutazioni genetiche che predispongono all’infarto sono state trovate grazie al piu’ grande studio mai effettuato su questa patologia, che potrebbe spiegare l’alto numero di casi che si verificano anche in chi non ha i noti comportamenti a rischio per la malattia come fumo o obesita’.

Il risultato della ricerca e’ stato pubblicato dalla rivista Nature Genetics, e secondo gli autori apre la strada anche a nuovi studi sui meccanismi che scatenano gli eventi cardiovascolari. I ricercatori del consorzio Cardiogram, di cui fanno parte anche l’Istituto Mario Negri di Milano e il Consorzio Mario Negri Sud di Santa Maria Imbaro (Chieti) hanno esaminato il genoma di oltre 140.000 persone europee, un terzo delle quali con problemi cardiaci mentre gli altri utilizzati come gruppo di controllo. I 13 geni trovati si aggiungono agli altrettanti noti in precedenza, portando la conoscenza sulla malattia a un livello mai visto prima, che puo’ spiegare perche’ se il 40% dei problemi cardiaci e’ dovuto agli stili di vita una percentuale rilevante, pari al 50%, e’ invece a carico dei geni: “Il livello di dettaglio dell’indagine – ha spiegato Thomas Quertermous dell’universita’ di Stanford – ha consentito di trovare mutazioni annidate ovunque nel genoma, un lavoro pari a quello di trovare un errore di una singola lettera in una singola parola del l’Enciclopedia Britannica’.

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