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Parassita della malaria: distruggendo l’habitat dei macachi, migra su organismi umani

Con la continua riduzione degli habitat dei macachi e l’incrememnto della popolazine umana, P. knowlesi potrebbe presto passsare a preferire l’uomo come ospite principale


Nel Sud-Est Asiatico, una popolazione di scimmie infettate da un ceppo emergente di malaria sta fornendo una riserva alla patologia che colpisce l’uomo: è questo il risultato di una ricerca del Wellcome Trust che confermerebbe che la specie non si è ancora adattata all’uomo e che le scimmie rappresentano la principale fonte d’infezione.

La malaria com’è noto è una patologia potenzialmente letale che miete milioni di vittime ogni anno. È causata dal plasmodio, un parassita che viene trasmesso all’uomo tramite la puntura di zanzara, nell’organismo della quale ha luogo una parte del ciclo vitale.

Finora sono note cinque specie di plasmodio in grado d infettare l’uomo; tra queste l’ultimo a essere stato indentificato è Plasmodium knowlesi. Mentre in precedenza si riteneva che tale ceppo potesse infettare solo le scimmie, ora si è dimostrato che le infezioni da P. knowlesi sono ampiamente distribuite nel Sud Est Asiatico e che è una significativa causa di malaria nel Borneo malese. Finora non era chiaro se l’infezione si possa trasmettere da persona a persona o sia possibile anche il passaggio da scimmia a essere umano.

Balbir Singh e colleghi del Malaria Research Centre dell’Universiti Malaysia Sarawak, in collaborazione con il dipartimento per la salute dello stato di Sarawak, con la St George’s University di Londra e con la London School of Hygiene and Tropical Medicine hanno esaminato i campioni di sangue di 108 macachi selvatici provenienti da diversi siti del Borneo malese. Di essi, il 78 per cento è risultato infetto da P. knowlesi, e molti erano infettati da una o più di altre specie di parassiti che non sono mai stati trovati negli esseri umani.

Confrontando i diversi parassiti, i ricercatori sono riusciti a ricostruire il quadro della storia evolutiva del parassita e dei suoi ospiti preferiti. Le analisi hanno rivelato che la trasmissione della specie knowlesi è più comune tra le scimmie selvatiche che tra gli esserei umani e che le scimmie stesse rimangono l’ospite dominante.

“I nostri risultati indicano che P. knowlesi è una zoonosi in quest’area e che l’ionfezione passa da scimmia a uomo tramite le zanzare, con le scimmie che costituiscono un notevole serbatoio di infezione”, ha concluso Singh. “Con la continua riduzione degli habitat dei macachi e l’incremento della popolazine umana, questa specie di plasmodio potrebbe presto passsare a preferire l’uomo come ospite principale”.

 

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