Malattie genetiche: il Danio rer…

Già ampiamente utilizzati…

Bambini all'aria aperta anche d'…

Le precauzioni per evitar…

Test del sangue per individuare …

Un nuovo test è in grado …

Sindrome del follower per un mil…

Oltre un milione gli unde…

Ricostruito interno orecchio con…

Ideata una nuova tecnic…

I rischi di trasmissione cancro …

[caption id="attachme…

Svelato il mistero dell'adenina …

[caption id="attachment_1…

Al batter di ciglia il cervello …

Al pari di un computer, i…

Glioblastoma: una molecola offre…

[caption id="attachment_7…

Il colore dei capelli 'estratto'…

E' possibile grazie all'i…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Pseudomonas auruginosa: ecco le sue strategie di attacco contro batteri rivali

Il batterio inietta tossine nei batteri rivali con un dispositivo simile a un ago chiamato sistema di secrezione di tipo VI

Per battere i rivali, il batterio Pseudomonas aeruginosa usa un ingegnoso trucco che gli consente di dispiegare il suo macchinario tossico per superare le pareti cellulari dei concorrenti senza subire danni: è quanto hanno scoperto i ricercatori della National Science Foundation che firmano in proposito un articolo sulla rivista Nature.

P. aeruginosa è un batterio comune che vive nei suoli, ma è anche noto per essere un patogeno opportunista, capace di infettare i polmoni di soggetti affetti da fibrosi cistica.

In quest’ultimo studio i ricercatori hanno scoperto che il batterio inietta tossine nei batteri rivali con un un dispositivo simile a un ago chiamato sistema di secrezione di tipo VI (T6SS). La tossina degrada le barriere protettive dei competitori, ovvero le pareti cellulari.

“La competizione tra i batteri è aspra e brutale”, ha spiegato Alistair Russell, primo autore dello studio. “Uccidendo i propri avversari P. aeruginosa espande il suo territorio, gettando le basi per il suo successo complessivo; inoltre, quanto più è abile a sbaragliare gli altri batteri nell’ambiente, tanto maggiori sono le possibilità di entrare in contatto con ospiti umani, infettandoli. Pseudomonas non potrebbe mai incontrare un sito d’infezione se non riuscisse a sopravvivere nel mondo esterno”.

I ricercatori hanno ora chiarito i meccanismi di funzionamento del T6SS, che riesce a fendere lo strato protettivo presente nei batteri iniettando proteine tossiche che degradano le pareti cellulari e quando queste sono compromesse la cellula esplode come un palloncino riempito con troppa acqua.

Infine, si è scoperto come il batterio abbia sviluppato anche un meccanismo di difesa dagli attacchi di batteri della stessa specie, grazie alla presenza di specifiche proteine immunitarie che inattivano le tossine iniettate dalle cellule vicine.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!