Tumori: ottimi risultati ottenut…

Un nuovo tipo di vaccino…

Leucemia mieloide cronica: negli…

[caption id="attachment_6…

Tradotto il linguaggio dei delfi…

[caption id="attachment_…

Papilloma virus: vaccino previen…

Secondo uno studio Usa su…

OMS rende accessibile vaccino co…

L'Organizzazione mondial…

Celiachia: squilibrio tra sistem…

Alti livelli di una prote…

Diabete di tipo 1: dal vaccino a…

Una nuova arma per la cur…

Farmaci biotecnologici biosimila…

Il forte risparmio ga…

HIV: anticorpo artificiale apre …

[caption id="attachment_7…

Cancro: farmaco unico contro tut…

Nuovi esperimenti sulle t…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Una risata fa buon sangue, ma mantiene sano anche il cervello

Il riso fa buon sangue, ma anche ‘buon cervello’. Secondo un recente studio, infatti, quando ascoltiamo qualcosa di divertente, si attivano nel cervello specifici centri neurali che sono dedicati a creare il piacere.


Piu’ la cosa e’ divertente e piu’ la loro attivazione e’ intensa. In base agli studi degli scienziati del Medical Research Council Cognition and Brain Sciences Unit di Cambridge, imparare in che modo lo humor agisca sul cervello potrebbe essere un modo per aiutare i pazienti in stato vegetativo, inducendo loro emozioni positive. A quanto si legge sulla rivista Journal of Neuroscience, i cervelli di 12 pazienti sono stati analizzati attraverso uno scanner mentre ascoltavano delle frasi ordinarie e delle battute. La risposta dei centri del piacere del cervello ai motti di spirito era molto piu’ intensa. Anzi, era tanto piu’ intensa quanto piu’ divertente il paziente trovava quella battuta umoristica.

La mappatura della reazione del cervello alle battute umoristiche e alle frasi comuni ha permesso ai ricercatori di capire come il linguaggio viene elaborato dal cervello, e quali effetti ha sulla sua attivita’ fisiologica generale. ”In questo modo abbiamo fatto un passo avanti decisivo per comprendere come le persone che non possono comunicare normalmente potrebbero reagire all’umorismo”, ha spiegato Matt Davis, appartenente al gruppo di ricerca. Lo studio, infatti, potrebbe aiutare gli scienziati ad arrivare al cervello danneggiato dei malati in stato vegetativo, e in qualche modo cercare di indurre qualche cambiamento positivo. ”Inoltre – ha concluso Davis – potremmo riuscire anche a intervenire sulle persone con problemi emotivi”.

0 0 votes
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Archivi

0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x