Legge 40 e diagnosi preimpianto:…

La Corte europea dei diri…

Custirsen per la cura del tumore…

Teva Pharmaceutical Indus…

Quando la rinite allergica è cau…

Di giorno raffreddore…

Mal di schiena per 7 adolescenti…

Per la prima volta in Ita…

CNR: nuovi microscopi con super-…

I ricercatori dell Istit…

Cancro alla prostata: la circonc…

La circoncisione potrebbe…

Cardo mariano: non solo per il f…

I farmaci chemioterapici …

Disfunzione erettile: sei uomini…

Almeno una volta nella vi…

Cancro allo stomaco: nemico di 1…

Nemico insidioso e sotto…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Disturbi comportamentali “da Bisfenolo A”

Il bisfenolo A ha causato cambi nel comportamento e difficolta’ ad adattarsi a nuovi ambienti nei topolini da laboratorio. La sostanza e’ presente nella plastica di numerosi oggetti di consumo come i biberon, le tazze, le lattine e i contenitori in genere. Secondo la ricerca dell’Universita’ di Uppsala in Svezia, cuccioli di topi da laboratorio esposti a questo composto hanno mostrato difficolta’ nel comportamento e sono diventati anche iperattivi come i topi adulti. Come si legge sulla rivista Toxicology, alle cavie sono state date differenti dosi di bisfenolo A quando avevano solo dieci giorni di vita. I topolini sono poi stati spostati dalla solita gabbia in un’altra per un’ora.

Solitamente, i topolini sono molto attivi nei primi venti minuti: esplorano il nuovo ambiente, cercano esperienze sensoriali. Questo comportamento scema dopo circa quaranta minuti, e nei venti minuti finali i topolini si fermano e si addormentano. “Nel nostro studio abbiamo scoperto che una singola esposizione al bisfenolo A durante il primo breve, critico periodo di sviluppo del cervello nella fase neonatale, porta a dei cambiamenti nel comportamento spontaneo e impoverisce la capacita’ di adattarsi ai nuovi ambienti. I topolini si muovevano in modo iperattivo come gli adulti.
Successivamente, quando li abbiamo esaminati nella vita adulta, abbiamo notato che il disturbo persisteva, il che indica che il danno e’ permanente”, ha spiegato Henrik Viberg, a capo del gruppo di ricerca.

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi